Storie di alieni… La Pialassa Baiona

Foto e testo a cura di Massimo Zannini e Marco Maccarelli

Alle spalle della linea litoranea di Porto Corsini a Ravenna, posto tra il fiume Lamone e il porto canale Candiano, si trova un particolare ambiente lagunare di acqua di transizione: la valle della Baiona.

Per “Pialassa” si intende quel tratto della palude dove convergono le acque sia del sottosuolo che delle vene. Forse dal basso latino «Pilasca» che significa Otre o inghiottitoio; «Pialassa» è la forma veneta, la qual pare confermare il concetto «luogo che piglia e lascia» l’acqua.

Si estende per circa undici kmq ed è inquietante la sua vicinanza al polo industriale, costituito da impianti produttivi di alcune tra le più grandi società italiane.

Lo sguardo cade inevitabilmente sugli immensi fumaioli che si stagliano in cielo rilasciando cortine di fumo che saturano spesso l’aria di essenze maleodoranti, imponendo quindi legittimi interrogativi riguardo alla qualità delle acque circostanti.

La presenza dei vecchi capanni da pesca racconta la storia di questo luogo e ne caratterizza il paesaggio particolarmente suggestivo, soprattutto al tramonto.

Proprio all’interno di uno di questi capanni, visitabile tutt’ora, vi trovò rifugio Giuseppe Garibaldi durante la fuga nel 1849, qui il 4 Agosto dello stesso anno, trovò la morte la sua amata Anita.

001 Capanno da pesca

 

La laguna è caratterizzata da ampi specchi d’acqua e da lunghi canali, in parte artificio dell’uomo, in parte naturali, dove le forti correnti di marea favoriscono depositarsi di sedimenti che formano sporadiche parti emerse.

La vegetazione circostante costituisce un habitat ideale per le numerose specie di uccelli che vi nidificano. Sono presenti, infatti sia uccelli stanziali che migratori. come il Marangone minore, il Mignattaio, (Mignattino piombato o Anatidi, Caradriformi).

Sotto lo specchio d’acqua, in un fondale sedimentoso, trovano il loro posto sia specie autoctone che alloctone provenienti da mari lontani.

007 Cavalluccio marino Camuso

Cavalluccio marino Camuso

Diverse sono le ipotesi di come questi organismi siano giunti sino a qui. La più accreditata è da imputarsi a una tecnica controversa, quella del “Balast-water” altrimenti detta “acqua di zavorra” delle navi mercantili.

Acqua caricata in mari lontani per compensare l’assetto di navigazione che viene scaricata dalle grandi navi al largo delle coste (limite abbastanza soggettivo) prima di attraccare ed eseguire le operazioni di carico.

L’adozione di questa pratica spiegherebbe la presenza di organismi estranei all’ambiente locale, i quali trovano evidentemente le condizioni ideali come temperatura, acqua calma e correnti di marea regolari, per colonizzare la zona e riprodursi.

Sfruttano queste particolari condizioni, oltre alle specie aliene, nudibranchi, cavallucci granchi, gamberi e microscopici organismi e altre forme microscopiche di vita caratteristiche del mar mediterraneo.

006 Facellina auricolata

Facelina auricolata

 

Tra le specie riscontrate, la fanno da padrona soprattutto i nudibranchi che nel periodo della riproduzione, a inizio primavera,  tappezzano letteralmente con le loro uova questi fondali colorandoli di molteplici cromie e poco dopo a seguito della schiusa delle stesse i neonati animeranno il fondale.

Una vera e propria esplosione di vita appare infatti in questo periodo a chiunque violi la superficie dell’acqua suscitando stupore ed incredulità.

Avanzando nell’acqua torbida incredibili forme di vita si svelano in tutta la loro appariscenza.

I “locali”

Tra le specie autoctone facile è l’incontro con la Cratena peregrina, Flabelline (Flabellina affinis) Facelina (facelina bastoniensis) o lo Janolus (Janolus cristatus), piccoli  gamberi, granchi, cavalluccio marino Camuso, bavose  tra cui la appariscente bavosa pavone ed altre specie caratteristiche del Mar Adriatico

 

 

014 Cratena peregrina

Cratena peregrina

23 Pulce

Pulce

009 Cratena peregrina

Cratena peregrina

 

010 Cratena peregrina

Cratena peregrina

 

 

“Gli Alieni”:

Ciò che stupisce è la massiccia presenza di organismi che fino a qualche decennio fa erano censiti solo in aree geografiche lontane.

Un esempio è la presenza dell’alga rossa “Agardhiella subulata” originaria del Golfo del Messico e delle coste Atlantiche.

Facile trovare tra i suoi ramuli tondi e carnosi la Caprella scaura e la Caprella penantis: la prima, originaria dell’Oceano indiano in particolare delle isole Mauritius, è stata probabilmente introdotta proprio dai mercantili.

 Caprella penantis

Caprella penantis

 Caprella penantis

Caprella penantis

 Caprella scaura

Caprella scaura

 Caprella penantis

Caprella penantis

 

Presenti anche nudibranchi come la Spurilla neapolitana comune su entrambi gli estremi dell’Atlantico, dal Brasile alle coste europee così come la Facellina auricolata distribuita nell’area nord atlantica fino alla Norvegia, e tanti altri sarebbero da elencare, tipo l’Eubranchus pallidus originario del nord Atlantico fino al mare di Barents, il Polycera hedepthi originario del Pacifico nord-orientale fino al Favorinus branchialis originario dell’Atlantico settentrionale. In sintesi una vera invasione, avvenuta lentamente ma inesorabilmente, dovuta alla mano nascosta dell’uomo che ha modificato con conseguenze drammatiche in varie altre occasioni interi ecosistemi.

017 Facelina auricolata

Facelina auricolata

 

Sembrerebbe però non essere questo il caso della “Pialassa della Baiona”.

Un angolo di paradiso per la macro fotografia, dove curiosità e pazienza saranno premiate con incontri sorprendenti, trasportandoci  per un momento verso mari lontani, i regni incontrastati delle “Muck divers”.

 

Spurilla neapolitana su Aiptasiogeton pellucidus

Spurilla neapolitana su Aiptasiogeton pellucidus

Granchio Brachynotus sexdentatus

Granchio Brachynotus sexdentatus

Facellina auricolata

Facellina auricolata

Paganello nero

Paganello nero

Spurilla neapolitana

Spurilla neapolitana

Consigli per l’immersione:

Periodo: Il periodo migliore per immergersi è quello primaverile. Essendo un area soggetta a forti escursioni di marea è utile consultare i siti con le previsioni aggiornate  tipo www.meteopesca.com/it/emilia-romagna/porto-corsini in modo da potere programmare l’immersione tra la stanca del cambio della stessa, da considerare inoltre è l’indice di marea, cioè quanta differenza di livello intercorra nel passaggio tra l’una e l’altra.

Logistica: L’immersione avviene direttamente da terra dal piazzale di sosta per cui risulta veramente semplice e comodo l’accesso all’acqua così come l’entrata e l’uscita.

Come raggiungere la Baiona : in autostrada prendere direzione Ravenna e seguire indicazioni porto Corsini statale 309 e seguire successivamente indicazione zona industriale Baiona, la valle si troverà sulla vs sinistra immediatamente dopo il passaggio del ponte sul porto canale.

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