Sott’acqua con il microscopio, ovvero con la lente Multiplier Nauticam!

Testo e foto di Mimmo Roscigno

Prima parte

Quando mi è stato offerto di recensire la lente SMC Multiplier della Nauticam sono stato entusiasta, anche perché ho avuto, come i più attenti lettori del portale sanno, la possibilità di provare ed apprezzare precedentemente  la SMC-1 Nauticam dal potere risolvente di 15 diottrie; (qui l’articolo precedente..)

NAU-Multi

La Lente SMC Multiplier-1 di Nauticam

Diciamo subito che la lente SMC Multiplier è stata progettata per essere il naturale prolungamento della SMC, e che può funzionare solo in accoppiamento con quest’ultima; questo fatto che rappresenta sicuramente una limitazione per chi non possiede già la lente Nauticam “madre”  , secondo la mia modesta opinione è il segnale inequivocabile che la lente SMC Multiplier  è stata progettata secondo i consueti standard di alta qualità e senza nessun compromesso riguardante l’aspetto commerciale.

Nauticam SMC Multiplier

La Multiplier-1 montata col suo flip sulla lente Nauticam SMC-1

Prima di iniziare la disamina della lente, o meglio del gruppo ottico in questione, ricordiamo al lettore alcuni concetti essenziali di cui bisogna tenere conto per una migliore comprensione di questa mia modesta recensione: la lente Nauticam  SMC-1 è progettata per essere utilizzata al meglio in accoppiata con il 100 mm macro Canon ed il 105 macro VR Nikon, obbiettivi che da soli assicurano il raggiungimento di un rapporto di ingrandimento pari ad 1:1;

Particolare di una stella marina Martasterias glacialis ripreso con il solo 105 VR Macro Nikon al rapporto di ingrandimento 1:1

per i meno smaliziati, così viene indicata  una condizione nella quale la dimensione del soggetto sul sensore della nostra fotocamera digitale, è identica a quella che esso stesso ha nella realtà; in combinazione con i sopra citati obbiettivi, a massimo ingrandimento la lente  SMC-1 da sola con le sue 15 diottrie, ci fa raggiungere un fantastico fattore di ingrandimento in ripresa di 2,5:1 , condizione nella quale, appunto il soggetto fotografato ha una dimensione lineare all’interno della inquadratura pari a due volte e mezza quella che ha nella realtà;

B

Questo particolare è stato ottenuto con il 105 macro Nikon e la sola lente “madre” SMC-1 per un rapporto di ingrandimento di 2,5:1

a dire il vero già la sola lente SMC-1 ci consente di fare delle super-macro veramente molto spinte nella quali la profondità di campo è veramente molto risicata, e come ho spesso spiegato a persone che mi hanno chiesto lumi sull’utilizzo di questa lente , per ottenere con essa  risultati degni di nota bisogna prestare molta attenzione  alla condizione di parallelismo tra piano del sensore e piano bidimensionale su cui giace la parte del soggetto che vogliamo rendere al meglio; insomma non potendo aumentare la risicata profondità di campo anche a massima chiusura del diaframma, non ci rimane che tentare di volgerla a nostro vantaggio scegliendo quali particolari debbano rimanere nella zona nitida e quali in quella fuori fuoco.

C

Con la Multiplier il rapporto di ingrandimento diventa 3,6:1

Ecco allora che a questo punto sorgerebbe spontanea la domanda, ma se con la sola SMC possiamo raggiungere ingrandimenti così elevati, a quale scopo  è stata progettata e realizzata questa ulteriore lente dal potere risolvente di 11 diottrie, che usata in combinazione con quella “madre” fa crescere il rapporto di ingrandimento fino al fantasmagorico 3,6:1 in ripresa?

D

Particolare dei peduncoli della stella, si osservi che anche diaframmando non proprio al massimo per evitare fenomeni di aberrazione cromatica, la profondità di campo è di pochi millimetri.

Provo io a dare una risposta a questo quesito, onestamente annoso; la SMC Multiplier si rivolge ad un pubblico di appassionati di super macrofotografia subacquea, che vogliano veramente scandagliare più in profondità la natura dei soggetti che stanno fotografando, esaminarne i particolari minimi e goderne, apprezzandone la maggior parte delle volte i dettagli, solo a casa davanti al monitor del proprio computer; in fondo è sempre stato nella natura dell’essere umano tendere ad osservare nell’infinitamente piccolo e rivolgersi verso l’infinitamente lontano, e non vedo perché questa natura dovrebbe essere estranea a noi fotosub!

E

Secondo particolare dei peduncoli della stella, si può notare come anche a diaframma completamente chiuso, l’alga spessa pochi decimi di mm risulti sfocata rispetto al piano della maggior parte del soggetto.

Bando alle elucubrazioni, torniamo alla lente Nauticam SMC Multiplier, diciamo subito che l’insieme delle due lenti montate davanti all’oblò della custodia danno luogo ad un gruppo abbastanza pesante, e sarà quindi quasi sicuramente necessario  montare dei galleggianti per ovviare alle conseguenti difficoltà di brandeggio; molto meglio però avere a che fare con degli aggiuntivi ottici  pesanti, costituiti quindi da lenti di grandi qualità e dimensioni a tutto vantaggio della luminosità , che il contrario!

Il sottoscritto in azione con la SMC + Multiplier – Foto Filippo Borghi

Per rendere l’idea della potenzialità del rapporto massimo di ingrandimento della SMC Multiplier (e quando dico SMC Multiplier naturalmente voglio indicare l insieme di quest’ultima più la necessaria SMC) che è appunto di 3,6:1 , e di quali saranno le difficoltà pratiche, dovrò per forza dare alcuni  numeri: i primi riguardano il campo inquadrato, un rettangolo che misurerà  1 centimetro sul lato lungo per quasi  sette millimetri (6,6666667 esattamente)sul lato corto (proporzionale al formato 24×36 ovvero 2:3), naturalmente in una fotocamera  reflex a formato pieno, e che questo minuscolo piano del soggetto sarà distante dalla lente frontale della SMC Multiplier poco più di 1 centimetro;

F

Peduncolo della stella ripreso con la Multiplier e successivamente croppato e quindi ingrandito, qui siamo ad un rapporto di ingrandimento totale di circa 7:1. Osservate la sommità del soggetto , è molto difficile con questa lente ottenere la messa a fuoco totale, anche stando molto attenti e…confidando nella fortuna!

Da questi numeri si evince che si verificheranno ovviamente dei problemi di posizionamento dei flash, ed in generale anche di approccio a soggetti molto piccoli e delicati , a causa di un insieme fotocamera –oblò-lenti molto ingombrante con il quale dovremo spesso districarci  in situazioni anguste , con l’aggravante di dovere pure mettere a fuoco,  comporre l’inquadratura ed infine scattare;  nell’uso pratico la lente, è meglio chiarirlo subito, è molto ostica da utilizzare, molto di più della sola lente “ madre” SMC-1 di cui abbiamo trattato precedentemente, poiché nella fase dell’inquadratura e di ricerca del minuscolo soggetto, nella quale il diaframma è necessariamente tutto aperto, la profondità di campo è veramente ridottissima (ricordiamo che la SMC Multiplier aumenta di ben 11 diottrie il potere risolvente della SMC-1) ed i movimenti indotti da una nostra posizione non abbastanza stabile, e\o da un leggero movimento del soggetto, produrranno un repentino apparire e sparire dell’oggetto inquadrato nel nostro mirino, rendendo la fase dell’acquisizione del “bersaglio”  abbastanza faticosa e frustrante, molto più simile ad un esercizio respiratorio di meditazione zen che ad uno di fotografia subacquea!

G

Avevo visto questa flabellina passeggiare su questo fondo giallo e dopo lo scatto all’animale ho scattato le 3 immagini che seguono ad un ingrandimento sempre più alto per fare apprezzare al lettore le potenzialità di questi aggiuntivi ottici, grazie ai quali mi sono reso conto che quel tappeto indistinto in realtà è formato da piccolissime ascidie.

H

I

L

Nella foto si noti come a causa della risicata profondità di campo nella ascidia a centro il fuoco è sul piano della base all’interno del piccolissimo sifone caratteristico di tutte le ascidie;rendiamoci conto che il lato corto del campo inquadrato di questa foto è in realtà alto meno di 7 mm mentre quello lungo è 1 cm (3,6:1 su sensore 24x36mm)

La situazione migliora molto con l’allenamento, iniziando magari a familiarizzare con soggetti immobili, e quando dico “immobili” intendo dire veramente fermi , poiché vi assicuro che a causa di questi rapporti di ingrandimento cosi elevati, anche il lento incedere di un nudibranco o gli impercettibili movimenti di una stella marina, come l’oscillare di una gorgonia sono destinati a creare delle situazioni, nei mirini delle vostre reflex , nelle quali tutto vi sembrerà terribilmente sfuggente e traballante, da mal di mare!

M

Sono poi passato a fotografare i polipi di una Eunicella cavolinii, come di consueto potete osservare il rapporto di ingrandimento che aumenta gradatamente dalla prima foto effettuata con il solo obiettivo fino alla terza per la quale ho usato in combinazione la Multiplier con SMC-1

N

Solo lente SMC_1

O

Guardando sul monitor del mio computer le seguenti immagini ho potuto osservare dei particolari minimi di un soggetto che avevo fotografato molte altre volte in passato…per intenderci sulle dimensioni questi polipi sono molto più piccoli ad esempio, di quelli del corallo rosso, che sono dei giganti in confronto!

P

SMC-1 + Multiplier

Q

Questa immagine ripresa con la Multiplier è stata successivamente tagliata ed ingrandita sino al rapporto di ingrandimento di circa 6,5:1

Un aspetto veramente appagante dell’utilizzo di questi aggiuntivi ottici, è quello che ad esempio una semplice stella marina alla quale in genere non diamo troppa importanza diventa una fonte praticamente inesauribile  di spunti fotografici, alla ricerca di dettagli infinitesimamente piccoli che ci porteranno in un mondo nuovo, affascinante ed astratto,  ricco di particolari che mai avremmo potuto vedere dal vivo…

Questo articolo che come avete potuto evincere dal  titolo è diviso in due parti, continuerà svelando piccoli trucchetti ed arguzie a chi vuole cimentarsi nell’utilizzo di questa super-lente, ma, soprattutto illustrandovi uno strumento che ho ideato e commissionato al mio amico Rosario Scariati, appassionato fotosub anch’egli e realizzatore di vari “accrocchi”, che servirà  a migliorare e rendere più amichevole l’uso estremo  di questa affascinante SMC Multiplier, con la quale, sono convinto, si può fare molto meglio…come si dice allora in questi casi rimanete sintonizzati!

Mimmo in azione con la Multiplier – Foto Filippo Borghi

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