Snoot professionale vs snoot economico: chi vince?

Testo e foto di David Salvatori

 

Negli ultimi anni abbiamo visto diffondersi enormemente fra i fotografi subacquei l’utilizzo di un particolare dispositivo: lo snoot.

Cosa sono gli snoot? nella loro forma più semplice, non sono altro che sezioni di tubi di plastica di forma conica o cilindrica che vengono posti di fronte ai nostri flash subacquei per ridurne l’ampiezza del fascio luminoso; questo consente di avere un maggior controllo dell’illuminazione del soggetto.

 

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Perché si usa uno snoot? Ci sono vari vantaggi, e tra questi i più importanti sono:

  • isolare il soggetto della foto, eliminando elementi che ne distraggono la lettura e creando un effetto “spotlight”
  • minimizzare il backscatter
  • illuminare direzionalmente evidenziando luci, ombre e trame dei soggetti
  • creare immagini uniche anche con i soggetti più comuni

L’utilizzo di uno snoot pone alcune problematiche tecniche ed operative, altamente dipendenti dalla forma e della struttura del nostro strumento:

  1. gestione della larghezza del fascio luminoso in uscita: soggetti più piccoli richiedono angoli più chiusi; lunghezza, diametro di ingresso e diametro di uscita determinano l’angolo del fascio luminoso in uscita, che sarà sempre più stretto al diminuire della sezione di ingresso e di uscita e all’aumentare della lunghezza dello snoot
  2. gestione della potenza del fascio luminoso in uscita: questa e’ influenzata dalla riflettivita’ della superficie interna, se per esempio la snoot e’ fatto di plastica nera si può arrivare a perdere oltre 2 stop di esposizione
  3. gestione del puntamento della luce: e’ pratica comune puntare il soggetto prima dello scatto facendo uso della luce pilota, purtroppo pero’ il percorso seguito all’interno dello snoot dai raggi luminosi della luce pilota e dal lampo del flash sono diversi; questo pone spesso problemi di puntamento, ovvero si punta un’area ben specifica ma poi la zona illuminata dal lampo e’ un’altra, e questo e’ tanto più vero quanto più piccola e’ la sezione del fascio luminoso in uscita
  4. qualità dell’effetto: un fascio di luce in uscita da una apertura circolare o da una fenditura subisce dei fenomeni di diffrazione, per cui l’effetto spot può risultare non netto o l’illuminazione non uniforme nell’area illuminata (disco di Airy); questo fenomeno e’ difficilmente controllabile in quanto dipende fortemente dalla posizione, dalla forma e la dimensione del soggetto, dalla distanza e l’angolo di incidenza del raggio di luce rispetto al soggetto ecc…
  5. gestione dell’attacco dello snoot al flash: ogni flash ha la sua sezione, e quasi sempre il nostro rudimentale tubo di plastica non ha la stessa sezione d’ingresso, per cui vanno trovati espedienti per adattarlo al flash e per rendere l’operazione rapida, sicura e solida
  6. gestione del trasporto in acqua: anche in questo caso, per agganciare e sganciare il nostro semplice tubo di plastica al GAV bisogna lavorare d’ingegno

Chi scrive ha utilizzato nei suoi primi anni di fotografia subacquea degli snoot auto-costruiti, la cui spesa totale si aggira tipicamente intorno a qualche decina di euro.

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Con questo rudimentale snoot ho realizzato alcuni buoni scatti, poi pero’ qualche anno fa ebbi l’opportunita’ di provare uno snoot della Retra (http://www.retra-uwt.com), l’LSD (Light Shaping Device). La Retra e’ un’azienda di giovani ingegneri sloveni che sta avendo molto successo nell’ultimo periodo ed ha gia’ conquistato i favori di alcuni dei piu’ grandi fotografi subacquei al mondo; la prima domanda che mi sono fatta e’ stata:

Cosa mi potra’ convincere ad abbandonare i miei vecchi snoot e spendere una cifra considerevolmente più alta per passare a snoot professionali come quelli della Retra?

Oggi l’LSD da me utilizzato e’ andato fuori produzione, ma l’analisi svolta in quest’articolo prescinde dal tipo di snoot professionale. Oggi esistono molte marche e tipologie di snoot professionali, e questi miei test sono stati focalizzati ad individuare le funzionalità che qualsiasi snoot professionale danno in più e meglio rispetto a quelli auto-costruiti.

Ergo, queste mie valutazioni hanno una valenza generale e vanno ad evidenziare i limiti che, tutti od alcuni, tutti gli auto-costruiti hanno. Nei fatti, gia’ dopo il primo test mi sono convinto di non poter fare più a meno di uno snoot come quello della Retra e che la cifra spesa, seppur cospicua, era totalmente ripagata in termini di esperienza d’utilizzo ed eccellenza dei risultati; questo e’ vero soprattutto per coloro che hanno già acquisito una certa esperienza con questo strumento e vorrebbero ottenere dei risultati migliori

Gli argomenti che giustificano il mio definitivo passaggio ad uno snoot professionale come l’ LSD di Retra sono tutti correlati all’analisi della risoluzione di tutte le problematiche descritte sopra.

  1. gestione della larghezza del fascio luminoso in uscita: nel caso del mio snoot uso due ulteriori terminazioni, una con uscita di circa 2 cm per le foto con il 60mm e l’altra con uscita di circa 1 cm per le foto con il 105mm, che aumentano ulteriormente la lunghezza totale dello snoot e quindi, come detto sopra, stringono il diametro e diminuiscono la potenza del raggio di luce; inoltre sono due prolunghe a se’ stante, sono oggetti piccoli e possono essere facilmente smarriti in acqua (provato personalmente!)

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Nel caso dello snoot LSD di Retra invece abbiamo uno slot nel quale possiamo inserire con un semplice gesto delle maschere di plastica con fori di geometrie e dimensioni differenti per dare alla luce in uscita dal flash forme diverse, a seconda della tipologia e della dimensione del soggetto da fotografare.

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Nel corpo dello snoot c’e’ inoltre un doppio sistema di potenti magneti, che consentono un trasporto sicuro delle maschere ed un loro accesso ed utilizzo molto comodo

Vantaggi: le maschere consentono di disporre forme e dimensioni differenti per modellare la luce in uscita e massimizzare la creatività, senza alcuna perdita di potenza della luce, inoltre sono facili da trasportare ed utilizzare

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  1. gestione della potenza del fascio luminoso in uscita: il mio snoot e’ un cono cilindrico di plastica nera, all’inizio lo utilizzavo così come acquistato ma avevo una perdita di potenza della luce in uscita drammatico, la luce pilota era molto fioca ed in caso di foto fatte con molta luce ambiente era difficile vedere bene dove stavo puntando; per rimediare a questa caduta di potenza si tende ad aumentare la potenza del flash ma questo, oltre ad esaurire molto prima le batterie, risulta spesso non essere sufficiente. Si tende quindi ad alzare gli ISO (cosa non gradita soprattutto ai fotografi avanzati che vogliono fare scatti di alta qualità) e/o ad aprire il diaframma, ma con i rischi connessi ad una PDC molto esigua,

Ho trovato quindi un parziale giovamento alla caduta di potenza verniciando con uno spray bianco lucido le superfici interne dello snoot e delle terminazioni; la caduta di potenza permane, ma ora e’ gestibile, purtroppo pero’ la vernice si scrosta, quindi inquino il mare e periodicamente deve riverniciare imbrattando tutta casa, per la “gioia” di mia moglie

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Lo snoot LSD di Retra ha risolto invece questo problema in maniera semplice e funzionale tramite una lente: variando la distanza della lente dal soggetto e “mettendo a fuoco” il raggio luminoso si può ottenere una luce molto precisa oppure una più diffusa ai bordi, estendendo quindi le nostre possibilità creative; anche per l’intensità c’e’ un punto di massima, avvicinando ulteriormente o allontanando lo snoot rispetto al soggetto la potenza della luce cala, e questo ci da la possibilità di effettuare una regolazione fine dell’intensità della luce emessa dal flash rispetto alla potenza impostata

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L’anello nero intorno alla lente che vedete nella figura sopra e’ presente solo nel prototipo da me utilizzato, non sara’ implementato in futuro e non cambia in nessun modo la qualita’ del fascio luminoso.

Vantaggi: nessuna perdita della luce in uscita, possibilità di avere una luce morbida e diffusa o precisa e potente per massimizzare i contrasti

  1. gestione del puntamento dello snoot: questo e’ a mio avviso il punto più critico, tutti coloro che hanno sperimentato la fotografia con uno snoot con foro di uscita di 1 o 2 cm sa di cosa si sta parlando: l’area puntata dalla luce pilota non e’ mai precisamente quella illuminata dal flash, e questo e’ tanto più vero quanto più piccolo e’ il foro di uscita dello snoot; nella mia esperienza già con un foro di 1 cm le aree non coincidono mai, si deve andare per tentativi e per aggiustamenti successivi oppure avere l’aiuto di un assistente che brandeggi il flash a mano e ne sposti il puntamento a seconda delle nostre indicazioni; in ogni caso fare una foto macro o super-macro con snoot autocostruito come il mio e’ un’attività lunga e talvolta molto frustrante, soprattutto perché l’assistente e’ mia moglie e non e’ molto contenta di stare in acqua ore a reggere un flash “snootato”

Lo snoot LSD di Retra risolve alla grande il problema, in quanto dispone al suo interno di un diffusore che, insieme alla lente, distribuisce omogeneamente ed in tutte le direzioni la luce in uscita, sia quelli della luce pilota che quelli del lampo del flash

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Sapevo che i Retra eliminavano questo che per me e’ il problema più grande nella fotografia con snoot, pero’ prima di provarli non mi rendevo conto di quanto fossero efficaci; per metterli alla prova, il primo tentativo che ho fatto e’ stato una foto con il 105mm ad un gobide di circa 1 cm che spuntava fuori dalla sua tana nel corallo

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Nonostante la dimensione del soggetto, la scarsa conoscenza dello snoot e le condizioni pessime del mare quando ho scattato questa foto (risacca fortissima), il risultato la dice lunga sull’efficacia di questo dispositivo e l’entusiasmo che mi ha provocato; ed ho effettuato solo 4 scatti prima di realizzare questa foto!

Vantaggi: possibilità di usare la luce pilota in maniera efficace, anche con soggetti molto piccoli; minimizza la necessita’ di brandeggio a mano del flash e l’assistenza di una persona nel caso di foto super-macro

  1. qualità dell’effetto: la diffrazione della luce in uscita dal foro dello snoot e’ un altro effetto indesiderato che contribuisce, insieme a quello del puntamento, a dover effettuare un numero spesso molto alto di scatti prima di ottenere un buon risultato; la presenza del diffusore e della lente nello snoot LSD di Retra eliminano completamente il problema, consentendo di ottenere aree di luce spot uniformemente illuminate e con un elevato contrasto tra la zona buia e quella illuminata.

Vantaggi: effetto snoot uniforme e preciso, necessita’ di un numero inferiore di scatti per ottenere un buon risultato

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  1. gestione dell’attacco dello snoot al flash: per adattare lo snoot autocostruito al mio flash ho utilizzato una guarnizione isolante per infissi rivestita con del nastro adesivo americano, ottenendo cosi un aggancio rapido ma molto morbido, il minimo colpo o movimento d’acqua fa sganciare lo snoot; d’altra parte ho preferito un sistema molto rapido ad uno più sicuro ma più problematico e macchinoso

Lo snoot LSD di Retra dispone invece di una chiusura a leva, rapida, sicura ed abbastanza robusta, occorre sbattere con forza il flash su qualche oggetto per provocare il distacco dello snoot

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  1. gestione del trasporto in acqua: ho provvisto il mio snoot di un cordino e di un moschettone per l’aggancio al GAV

LSD di Retra dispone di una soluzione più elegante in quanto il dispositivo e’ fornito completo di una comoda borsa di panno con un moschettone per un facile aggancio al nostro GAV, un particolare apprezzato e studiato da chi ha sperimentato in prima persona tutte i dettagli operativi relativi all’utilizzo di questo strumento

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CONCLUSIONI:

Snoot professionali come l’LSD di RETRA sono strumenti impressionanti per facilita’ d’uso, possibilita’ creative e qualita’ estrema dei risultati.

Il costo risulta eccessivo solo se paragonato a quello necessario a dotarsi di uno strumento rudimentale per la realizzazione di foto con effetto “spotlight”; in realta’ gli snoot prodotti da Retra ed altri costruttori specializzati sono strumenti molto sofisticati, che ampliano enormemente le possibilita’ creative e rendono piu’ facile la realizzazione di immagini di grande impatto ed alta qualita’

Chi ama questa tipologia di foto ed ha già affrontato le difficoltà che gli snoot autocostruiti creano si innamorerà immediatamente e non potrà più fare a meno di questo strumento dopo averlo provato.

Proprio per apprezzarne a pieno il potenziale, se ne consiglia l’acquisto ad una utenza che abbia già maturato una certa esperienza nella fotografia subacquea ed abbia già sperimentato questa tecnica avanzata di scatto.

 

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