Siracusa : immersioni nel barocco

Testi e foto di Enzo Troisi

I fondali di Siracusa, estremità occidentale della Sicilia, sono un’occasione per immergersi in acque ricche di pesce, manufatti storici, grotte e tante varietà bentoniche.

All’arrivo a Siracusa, normalmente ci si dirige verso Ortigia. L’antico porto è tutt’altra cosa rispetto a quelli brulicanti di persone, auto e chiacchiericci.  Al crepuscolo l’atmosfera è di una rilassatezza che ben introduce alla città vecchia.

Superata la bella piazza “Archimede”, una specie di patrono “laico” della città che  diede i natali al matematico, si entra nel cuore del centro storico. La piazza del Duomo è  incantevole, e non meno piacevole è la passeggiata lungo il corso. E’ il trionfo del barocco siciliano, che proprio a Siracusa e dintorni quali Noto, Modica, Caltagirone, Avola, Ibla (la parte vecchia di Ragusa) ha trovato la sua espressione artistica ed architettonica più alta. Quando si è nei pressi della fonte aretusa e ci si dirige verso il castello, altro monumento molto caro ai siracusani, il mare che circonda il promontorio entra negli occhi, prepotente,  e lo sguardo si perde in un blu intensissimo, che a seconda dell’ora e delle stagioni assume sfumature e toni diversi. Il vento è sempre presente, caldo, avvolgente. Del resto siamo quasi a latitudine africana, e nell’aria si sentono profumi di erbe, spezie e condimenti che trasmettono tutta la “sicilianità” possibile.

Enzo Troisi 01-Siracusa balcone barocco

Le immersioni in questo tratto di costa sono interessantissime, anche per la loro varietà, e si effettuano tutte nella zona di Terrauzza, nell’area protetta del Plemmirio, una penisola che si estende da Punta della Mola a Punta Milocca. Si tratta di un parco di recente istituzione, sorto per la forte volontà dei siracusani di vedere valorizzato un tratto di costa particolarmente frastagliato, con tanti accessi naturali al mare, senza trasformarlo in un santuario intoccabile, ma, al contrario, rendendolo un tesoro fruibile, da tramandare alle generazioni future con fiducia ed orgoglio.

Enzo Troisi -Siracusa 06 grotta

La mia esperienza ha dimostrato che c’è sicuramente una caratteristica fondamentale di questo tratto di costa, che è croce e delizia di chi si immerge: la corrente. Del resto basta dare un’occhiata alla posizione geografica della penisola della Maddalena per capire che non può non essere così: una punta che si protende nel Mediterraneo, lo fende, e ne riceve tutti gli influssi possibili. Sorprende un po’ l’assenza di gorgonacei, che, come è noto, prediligono tratti caratterizzati da corrente, sempre foriera di plancton e quindi di cibo per i polipi delle colonie. A tale mancanza fa da contraltare un’altra stranezza biologica: la massiccia, festosa  presenza di gialli leptosammia pruvoti. Questa madrepora, infatti, è tipica dell’alto Tirreno, non vive in colonie e non si trova frequentemente dalla costa laziale in giù, dove lascia il posto ai più abbondanti e comuni astroidi arancioni (astroides calycularis) che, a loro volta, sono quasi un testimone biologico delle aree marine meridionali.

Enzo Troisi -Siracusa 09 hypselodoris picta

Non rappresenta certamente una novità l’abbondanza di “pesci pappagallo”, gli scari (sparisoma cretense), sempre più diffusi nei bacini meridionali e siciliani in particolare, che donano un che di tropicale a questo mare. E’ bene ricordare, a questo riguardo, che lo scaro non è una delle tante varietà “lessepsiane”, ossia penetrate in Mediterraneo provenendo dal Mar Rosso attraverso il canale di Suez, (che fu concepito da Ferdinando di Lesseps, imprenditore francese, da cui il nome). I pesci pappagallo mediterranei sono endemici del Mediterraneo, ma essendo una specie termofila, ossia amante delle temperature elevate, si sta man mano spostando verso latitudini più settentrionali con il graduale riscaldamento del mare. Recentemente è stato segnalato in Calabria e, con ogni probabilità, nel giro di qualche anno sarà diffuso nell’intero Tirreno.

La più classica immersione della zona è rappresentata sicuramente dalla Secca del Capo che si trova a meno di un miglio dalla costa. Il cappello è a 13 metri ed una grande boa a mezz’acqua è punto di riferimento per barcaioli e subacquei che iniziano e concludono la discesa proprio qui. Gli itinerari possibili sono due, ma la quantità e qualità di pesce pelagico presente nel blu, fra cui un bellissimo branco di barracuda mediterranei (Sphyraena viridensis) garantisce sempre e comunque un’esperienza entusiasmante. La discesa che arriva fino al fondo del panettone roccioso, a 33 metri, è senz’altro più interessante in quanto oltre ad alcune vecchie ancore, il percorso si caratterizza per una lunga serie di archi, grotticelle e spacchi molto variopinti, uno dei quali “ingiallito” da tanti serpulidi e parazoanthus axinellae.

Enzo Troisi -Siracusa 08  le tre ancore

Interessante e rilassante è anche l’immersione alle  3 ancore, che prende il nome, come facilmente intuibile, dalla circostanza che a circa 30 metri giacciono tre grosse ancore di tipo ammiragliato. La particolarità è che sono una sull’altra, per cui formano un unico e particolare groviglio di marre. L’immersione prosegue in maniera molto interessante: poco più avanti ci sono i resti di un piccolo relitto, una bettolina con ogni probabilità, sempre colonizzato da una notevole quantità di vermocani (hermodice carunculata), che a causa delle note proprietà urticanti sconsigliano di appoggiarsi alle lamiere… A questo punto si incontra un passaggio sotto uno spacco ricco di spugne, a cui segue una franata ampia. I giochi di luce sono belli, la presenza di folte colonie di “re di triglie” (apogon imberbis) dona colore e movimento, ed il tanto pesce bianco, saraghi, occhiate e tanute in particolare comunica l’idea di un Mediterraneo vivo e pulsante.

Enzo Troisi -Siracusa 04 apogon

Altra immersione classica e molto cara ai siracusani è quella agli archi. Si tratta di numerosi costoni sommersi, che formano insenature e volte, due delle quali, intorno ai 15 metri, sono particolarmente ampie. Belli i giochi di luce e le incrostazioni sulle rocce, le spugne, gli splendidi nudibranchi, particolarmente sotto le volte dove le vacchette di mare (discodoris atromaculata) si nutrono di spugne della specie petrosia ficiformis. La particolarità dell’immersione è data, però dalla presenza della statua della madonna che qualche tempo fa è stata posta a 14 metri sotto il più ampio degli archi. La collocazione non è casuale, in quanto è qui che i giochi di luce, in particolare ore della giornata, sono più intensi e suggestivi. E la suggestione non finisce qui perché da un anno è stata posta in queste acque una splendida statua di Rossana Maiorca, figlia del mitico Enzo, che troppo presto è stata strappata alla vita ed al mare. La scultura bronzea rappresenta una sirena con i tratti del viso facilmente riconoscibili in quelli di Rossana. Si capisce allora perché questa immersione sia un vero e proprio pellegrinaggio per tutti i sub siracusani.

Enzo Troisi -Siracusa 16 vermocane

Personalmente, da incallito fotografo, non ho potuto non apprezzare particolarmente l’immersione alle grotte del capo. Sulla roccia campeggia il faro, ma questo posto è una vera manna per il club dei “patiti del 16” a cui, modestamente, appartengo… E’ inutile descrivere i fasci di luce, le incrostazioni sessili, le diverse forme della roccia, una delle quali ricorda in maniera impressionante quella di un uovo di gattuccio, i diversi tagli, verticale ed orizzontale che è possibile fare, la onnipresente presenza di latterini che nuotano in branco agli ingressi delle varie grotte. Il tutto in acqua costantemente limpida con corrente quasi assente, a profondità accessibilissime – non oltre i 15 metri. Il fish-eye è un obiettivo che in queste circostanze si rivela assolutamente imperdibile. E per chi proprio non ce la fa a rinunciare alla ricerca del pesce, pochi metri al largo c’è una franata ricca di tane per cernie e tanto altro.

Enzo Troisi -Siracusa 07 grotta uovo gattuccio

Quelle descritte sono soltanto alcune delle immersioni che si possono fare. Degne di nota sono quelle della nave del sale, il relitto del “Nevada” un cargo che  giace a circa 50 metri e che trasportava tra l’altro, sale marino. E’ un’immersione impegnativa e non facilmente affrontabile trattandosi di una discesa in mare aperto, spesso mosso e con forte corrente. Molto suggestivo è l’albero sempre avvolto da una nuvola di rosa castagnole di profondità (anthias) ed i vari resti (stufe, telegrafo, coffa) che testimoniano come quel che resta, prima di appartenere al mare, sia stato dominato dall’uomo.

Enzo Troisi -Siracusa 05 barracuda

I dintorni di Siracusa, come già accennato, sono di grande interesse, ma conviene non limitarsi al classico tour barocco. Per gli appassionati di mare il consiglio è di portarsi verso il sud della provincia. Tutta la zona, in un passato più o meno recente, è stata colonizzata da tonnare ormai in disuso, i cui resti, fuori e dentro l’acqua, costituiscono una sorta di monumento alla memoria. Il paesino di Marzamemi, venuto alla ribalta per essere stato il set del film “Sud” del regista Salvatores, è affascinante, sembra al di fuori della realtà e caratterizzato da un’evidente cultura isolana per il tonno, i cui profumi si diffondono per le viuzze e la splendida piazza che, invece, pare rubata ad un’isola cicladica.

Enzo Troisi -Siracusa 10 relitto

Nelle vicinanze di Porto Palo, l’isola delle correnti è davvero un lembo rubato all’Africa: un istmo di sabbia che pare corallina, acqua dai riflessi incredibili, un basso fondale che separa la terraferma dall’isolotto ove resistono le mura della antica tonnara, piccole praterie di posidonie miste a distese di sabbia con poche rocce isolate, vecchie, grandi ancore che hanno affidato al mare la loro storia, colonie di gabbiani che con la bassa marea sfidano il vento su roccia arsa dal sole… tutto comunica un senso di immersione nella natura.

Enzo Troisi -Siracusa 11 Muggini a fior d'acqua

 

C’erano dei bambini che, nel tardo pomeriggio, da riva, si divertivano a buttare a mare delle molliche di pane. Sono arrivati tanti piccoli muggini (mugo muginis) a nutrirsi, incuranti dei pochi bagnanti presenti. “Ci devo provare” – ho pensato, e sotto la superficie dell’acqua ho fatto alcuni scatti ai pesciolini, che sembravano squali in frenesia alimentare! I risultati fotografici sono andati al di là delle aspettative, perché la confidenza datami dai pinnuti è stata pari alla gentilezza ed alla comunicativa della gente di questa terra, da secoli sulla rotta di culture diverse che comunicano il senso e l’importanza dell’ospitalità e della tolleranza.

Enzo Troisi -Siracusa 12 Muggini a fior d'acqua 2

 

 

Enzo Troisi 02-Siracusa -Duomo

Enzo Troisi -Siracusa 03 Marzamemi

Enzo Troisi -Siracusa 14 stenopus spinosus

Enzo Troisi -Siracusa 13 murena

Enzo Troisi- Siracusa 17 vermocani

 

 

NOTIZIE UTILI

COME  ARRIVARE : E’ bene sapere che da qualche tempo è attiva da Salerno la traversata notturna in traghetto con la compagnia “Caronte & Tourist” ( sul sito www.carontetourist.it sono consultabili gli orari. E’ molto comoda e, nei periodi “caldi”, evita le attese all’imbarco da Villa S. Giovanni).

ALLOGGIO : Oltre alla ovvia abbondanza di sistemazioni alberghiere di ogni tipo, si segnalano le aziende agrituristiche della zona, particolarmente in frazione di Terrauzza (www.terramar.it) , prospiciente l’area marina  protetta del Plemmiro. Particolarmente gradevole il soggiorno e facile il collegamento con vari diving della zona evitando di dover passare per il centro di Siracusa.

DIVING : fino a qualche anno fa Siracusa era rimasta una zona “fai da te” per quel che riguarda i diving, e ci si arrangiava come si poteva. L’istituzione del parco ha comportato un fiorire di attività imprenditoriali legate al mare. Molti sono i diving che effettuano immersioni nell’area protetta (per un elenco completo si può consultare il sito: www.plemmirio.it  dove è presente l’elenco dei diving accreditati. Personalmente mi sono appoggiato al “Capomurro diving center” (www.capomurrodivingcenter.it) situato in comoda e strategica posizione sul porto di Ognina . Oltre alla consueta attività didattica, il titolare Fabio Portella è un profondo conoscitore della zona. Mi è rimasto impresso quando in una mattina mi ha portato nel punto esatto in cui le correnti si incontravano, e, da novello Mosè in costume e muta, poco mistico ma molto scientifico, spiegava il diverso colore delle acque e, purtroppo, l’impossibilità di andare sulla secca…Al di là della battuta, il diving dispone di uno staff di prim’ordine, con un clima di professionalità e rilassatezza che fanno di una giornata di mare un bellissimo giorno di vacanza.

DINTORNI :  C’è davvero l’imbarazzo della scelta, ed una vacanza di due settimane non sarebbe sufficiente: si va dalla Siracusa barocca descritta nell’ articolo a quella storica, con i resti risalenti alla’epoca greco-romana, il famoso orecchio di Dioniso, il teatro e così via. E poi Caltagirone con le sue ceramiche e la famosa scalinata maiolicata, il gioiello architettonico di Noto, Avola con i suoi profumi, Ragusa vecchia (Ibla), location di alcune scene delle fiction sul commissario Montalbano, dove ho gustato i migliori gelati della mia vita, per finire con escursioni sull’Etna o alla punta africana della città, con Marzamemi e l’isola delle correnti.

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