Lente Nauticam SMC-1

Testo e foto di Mimmo Roscigno

Quando mi sono deciso a cambiare il mio gruppo ottico per la macrofotografia, quella che semplificando chiamiamo lente addizionale, la mia scelta, abbastanza obbligata, è caduta subito sulla SMC-1 Nauticam;  ho usato per molto tempo, possedendole entrambe, prima la Subsee poi la costosa Macromate, due gruppi ottici afocali di grande qualità dal potere risolvente di 10 diottrie.

Nauticam_Macro_Converter

Avevo letto in giro alcune recensioni riguardanti la Nauticam, molto attendibili e autorevoli, corredate da esempi di scatti fotografici ottenuti con questa magnifica lente, e la nitidezza delle zone messe a fuoco contrapposta alla pastosità uniforme, per nulla fastidiosa, delle parti sfocate erano state, come spesso accade in casi analoghi, più eloquenti di mille parole;

mi era rimasto un interrogativo non da poco che si è dissolto molto velocemente durante la prima immersione fatta con questa lente montata davanti al mio 105 vr macro Nikon (la lente Nauticam è stata progettata espressamente per fornire le massime prestazioni con l’obbiettivo di cui sopra e con il 100 macro Canon);

Essendo il potere risolvente della Nauticam di ben 15 diottrie, con un incremento quindi del 50% maggiore rispetto a quelle da me precedentemente utilizzate, come si sarebbe comportata nella fase dell’inquadratura con il diaframma a massima apertura (e quindi con la minore profondità di campo possibile), nella ricerca del soggetto\bersaglio posto magari in condizioni di luce scarsa e in movimento?

10911305_10203549957925101_6029234115597319738_o

In altre parole sarebbe stato conveniente avere tanto potere d’ ingrandimento se poi questo potenziale sarebbe diventato controproducente in fase di pre-scatto, quando è molto importante agire celermente prima che il microscopico soggetto ci lasci con un palmo di naso?

Ebbene con mia grande sorpresa e soddisfazione già dalle prime prove è stato molto più facile rispetto alle lenti da me usate precedentemente, inquadrare soggetti anche minuscoli per di più non particolarmente contrastati cromaticamente; senza mezzi termini ho trovato questa lente molto amichevole nella fase di composizione dell’inquadratura, e la cosa è sicuramente ascrivibile a vari fattori. Il primo è sicuramente l’alta qualità dei diversi elementi ottici in generale; un altro è la progettazione di un gruppo ottico formato da lenti dalla diversa forma che in combinazione tra loro mitighino i fenomeni di aberrazione caratteristici di un accessorio dall’alto potere risolvente, per di più espressamente progettato su misura su due obbiettivi che costituiscono un “must” nella fotografia subacquea macro mondiale; infine la generosa misura del diametro delle lenti (l’insieme è molto pesante , ma nel campo delle ottiche per ripresa vige per la qualità il criterio del “tanto al chilo”) che è direttamente collegata alla luminosità e quindi alla facilità di utilizzo descritta precedentemente.

10295459_10203222643902455_676093173318758945_o
Ho avuto dopo una ventina d’immersioni in mediterraneo la possibilità di testare questo magnifico accessorio ottico nel paradiso della supermacro, e cioè nelle Filippine; durante questo viaggio ho potuto constatare un solo rilevante difetto, che al mio ritorno ho risolto in modo semplice e veloce;  in alcuni scatti nei quali mi era capitato di posizionare i flash più lateralmente al soggetto in modo da ottenere una illuminazione più radente, si erano verificati alcuni “flare” abbastanza fastidiosi;  ho subito pensato che una lente frontale di tali generose dimensioni oltre alla luminosità doveva avere dei pro e dei contro, poi ragionando mi è venuto in mente che forse sarebbe bastato un semplice paraluce montato all’estremità anteriore della lente stessa, e così me ne sono procurato uno di alluminio con diametro di 67mm (la lente Nauticam è filettata 67mm anteriormente) risolvendo il problema in maniera radicale.

10841787_10203387205096382_7275997488395427901_o

Durante questo viaggio alle Filippine ho potuto anche provare degli aggiuntivi meno costosi di quello della Nauticam, la quale, se proprio vogliamo trovarle un difetto , è caratterizzata dal costo abbastanza alto; questi ultimi erano delle evidenti copie di quello della casa di HongKong, e mi lasciavano ben sperare dato che avevo visto diverse fotografie macro spinte, ottenute con le suddette lenti, dove la qualità finale mi era parsa più che sufficiente; una volta provate sul campo si erano però rivelate una cocente delusione, poiché proprio nella fase antecedente allo scatto, anche a rapporti di ingrandimento non particolarmente spinti, erano assolutamente inutilizzabili, per la presenza notevole di aberrazioni che a diaframma tutto aperto rendevano estremamente difficile l’acquisizione del soggetto nel mirino della reflex.

10847495_10203400638152200_5792372437779409682_o
Ho riportato l’esperienza fatta anche con queste le lenti perché vorrei, in conclusione, rimarcare che oltre la ovvia alta qualità dei risultati a livello di nitidezza e di pulizia dell’immagine, che non si discutono, e che potete apprezzare negli esempi a corredo di quest’articolo, a mio modesto parere una delle caratteristiche più importanti di questo aggiuntivo addizionale, è proprio un disegno ottico che unito alla qualità dei materiali ci permette di cercare, inquadrare e mettere a fuoco, il più facilmente possibile, i nostri amatissimi micro-critters!

10842330_10203450458117668_1338347011620501360_o

Translate »