Ischitella: Lo Scrigno del  Coralligeno

Testo e foto di Enzo Troisi

Il nome di questo scoglio, situato a poche decine di metri  da capo sottile a Praiano,  in costiera amalfitana, è probabilmente frutto di una consuetudine:  “L’Ischitella”. Fin troppo facile pensare che il vezzeggiativo prenda le mosse dallo scoglio dell’Isca, ben più grande e già dimora di Edoardo De Filippo, che divide idealmente il lato amalfitano della divina costiera da quello sorrentino.

Scoglio_Ischitella

Si tratta di un’immersione relativamente impegnativa, ma è un vero e proprio campionario di flora e fauna del  Mediterraneo.  Conviene iniziare la discesa dalla punta che guarda verso Positano, lasciandosi guidare dal fondale. Dopo circa 25 metri si noterà che la roccia si assottiglia leggermente, invece di estendersi a base di piramide, come l’esterno lascerebbe pensare. E qui il clou è all’inizio, non alla fine…  intorno ai 40 metri si forma una cigliata sotto la quale è un tripudio di coralligeno. Impressionante, fra tante castagnole rosa (Anthias anthias), è l’abbondanza di gorgonie gialle  (Eunicella cavolinii), ma sono i tunicati (Clavelina lepadiformis)  e spugne gialle della specie Aplysina cavernicola a caratterizzare tutto il profilo della prima parte dell’immersione:  lottano per la conquista dello spazio vitale, al punto che neanche i tubi degli spirografi… stanno tranquilli!

spugne_e_claveline

La magia è causata, da un lato, dalla conformazione del costone roccioso che forma questa zona sciafila,  simile ad una situazione di  avangrotta, e dall’altro dalla corrente, quasi mai impetuosa, ma che giungendo da est porta nutrienti e plancton in abbondanza. E’ un paesaggio da tropici, per colore e ricchezza, in particolare se si trova acqua limpida, non rara da queste parti. Bella chicca è una lenza che pende dall’alto nel blu, colonizzata, manco a dirlo, dai tunicati.

cima e claveline

Discorso a parte merita la minuscola grotta che si apre sul fondo sabbioso alla base della cigliata.  Siamo ad oltre 50 metri, l’ingresso è angusto e basso, a stento si passa. All’interno una camera piccola, solitamente abitata da una folta colonia di gamberi dal rostro (Plesionika narval).  Spettacolo assicurato, ma profondità e condizioni ambientali sconsigliano l’avventura, almeno a chi è “armato” di A.R.A.

grotticella

Proseguendo lungo la parete, inizia il regno delle gorgonie rosse (Paramuricea clavata). Alcuni esemplari sono enormi, con diametro che talvolta sfiora il metro. Quando i polipi sono introflessi ed un subacqueo passa attraverso la trama dei rami la sua figura pare minuscola, al confronto con la maestosità dell’ottocorallo. Il bello, come sempre, è che in mezzo a tanta ricchezza può capitare di tutto, dal ramo con colorazione variante arancione, al falso corallo nero (Savalia savalia). Altra attrazione, strano a dirsi, è una rete. Ormai è in acqua da tanto di quegli anni che si fa fatica ad intravederne le maglie, e non rappresenta alcun pericolo, né per l’uomo, né per i pesci. Oggi è una cima che pende da scoglio in scoglio, in orizzontale, anch’essa colonizzata dal mare e pronta per inquadrature d’effetto.

paramuricee

 

Il tempo sarà pure un galantuomo (sempre in ritardo, a parere di chi scrive…), ma a questa profondità è un’altra storia, la deco si accumula ed è necessario risalire a quote più “potabili”. Ci attende un pianoro misto di roccia e posidonia, intorno ai 25 metri e poi inizia la parete meno fonda. Ho sempre pensato che questo posto, e questa immersione, siano stati concepiti da Nettuno per i fotografi. Fra i sei ed i tre metri il paesaggio è bellissimo: colonie di astroidi (Astroides calicularys) in mezzo ai quali protule (Protula tabularia), serpule (Serpula vermicularis), tantissimi scorfanotti (Scorpaena notata), castagnole (Chromis)  e sciarrani  volteggiano in mezzo a costoni multicolore rappresentando una vera e propria palestra per scatti sempre diversi.

volta_coralligeno

Fra la terraferma e lo scoglio il fondale è basso e c’è un piccolo canale, purtroppo oggetto di passaggi scriteriati da parte di natanti che non si curano né di chi sta immerso con tanto di segnalazione, né di sé stessi, considerato che una virata di pochi metri avrebbe conseguenze dannosissime. Qui, proprio qui, una cigliata ad esattamente 3 metri è costantemente pattugliata da labridi tipici dei bassi fondali. La parete è un tripudio di bianco ed arancione: le spugne ed i madreporari formano un tappeto fantastico. Le sorprese non mancano, ed agli appassionati di biologia possono sempre presentarsi situazioni nuove, come assistere in diretta alla riproduzione di una spugna.

serpulidi

E’ zona di correnti, dicevo, e se la decompressione risulta momento di grande piacevolezza, il ritorno in barca, che dovrà essere ormeggiata a qualche decina di metri, facilmente avverrà in compagnia di meduse che sembreranno volerci accompagnare. Tanto loro continueranno a godersi queste meraviglie.

pelagia

COME ARRIVARE:  Praiano è raggiungibile percorrendo la strada costiera amalfitana provenendo da sud (uscita Vietri sul mare), e la statale sorrentina da nord (uscita Castellammare di Stabia dalla A3). Ottima alternativa alle pur fantastiche strade costiere, caratterizzate sempre da traffico e che presentano un andamento con ripetute curve e tornanti è la percorrenza del “Valico di Chiunzi”, che si può imboccare dalle uscite di Angri e Nocera della A3. Si tratta di una strada collinare che taglia la costiera e sbuca ad Amalfi e Ravello, dalle quali Praiano dista pochi chilometri.

Scoglio_Ischitella_crepuscolo

Valida alternativa, durante i mesi primaverili ed estivi è rappresentato dal “metrò del mare”, traghetto porta passeggeri che parte con regolarità dal porto turistico di Salerno (www.metròdelmare.it/)

ALLOGGIO: l’offerta alberghiera è varia, sia come modalità che come categoria. Alberghi (molti last minute convenienti), Bed & Breakfast, case vacanze ed agriturismi sono in grado di soddisfare le varie esigenze. Utile il sito web www.bbplanet.it/dormire/praiano/

ESCURSIONI: ci troviamo nel cuore della costiera amalfitano-sorrentina. Pare francamente ridicolo indicare le notissime località limitrofe, famose in tutto il mondo. Ci sentiamo, invece, consigliare vivamente una visita a Cetara, comune che pur diventato meta di turismo eno-gastronomico di grande richiamo, per la cucina del tonno e della famosa “colatura di alici”, ha mantenuto la struttura di un borgo di pescatori, un po’ al di fuori del turismo di richiamo.

Sentiero_degli_dei

Altra escursione suggestiva è alle vicine località di Agerola, Pogerola e Furore, situate più in alto, con molte offerte culinarie, di latticini in particolare, assolutamente da provare. Da qui parte anche il percorso di trekking chiamato “il sentiero degli dei”, una passeggiata priva di particolari difficoltà, a parte la lunghezza di circa 8 chilometri,  che arriva a Positano e consente di ammirare Praiano, le isole dei Galli ed i faraglioni di Capri da una prospettiva mozzafiato.(www.positano.com/it/i/il-sentiero-degli-dei-2)

IMMERSIONI:  a  Praiano opera il diving “La boa” (www.laboa.com)  che è situato sulla incantevole spiaggia di Marina di Praia. Organizza immersioni di vario livello lungo i fondali della costiera amalfitana. Imbarcandosi dalla spiaggia lo scoglio dell’Ischitella dista poco più di cinque minuti di navigazione.

 

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