Immergersi in Mar Nero

Testo di Marco Gargiulo, foto di Marco Gargiulo, Plamena Mileva, Todor Dimitrov e Dimitar Golodov.

Non sono un gran viaggiatore subacqueo, infatti la maggior parte delle immagini che scatto sott’acqua sono a Km zero, tra Sorrento e Massa Lubrense.

La scorsa estate mi sono trovato in Bulgaria per puro caso. Alcuni mesi fa, visitando un sito web su cui pubblico numerose immagini subacquee, mi capitò di commentare una bellissima e misteriosa immagine di Plamena Mileva, una fotografa di moda bulgara, nella quale non riuscivo a capire se la foto fosse scattata in mare o in un lago. Nessuna delle due ipotesi era corretta al 100% …. la foto era stata scattata nel Mar Nero!

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Ecstasy, Foto Plamena Mileva

In seguito ad una lunga corrispondenza tramite Facebook, decidemmo di organizzare un workshop di fotografia subacquea per condividere le esperienze italiane con quelle dei fotografi bulgari.

Arrivato in tarda serata a Varna dopo aver fatto scalo a Sofia, vengo prelevato da Plamena e suo marito Julian Nedev che gentilmente mi ospitarono a casa loro durante la settimana. Dopo una gustosa cena a base di pesce e tantissima birra, in un ristorante sulla spiaggia, andiamo a dormire dopo aver scoperto che Julian ha la mia stessa storia fotografica, figlio del primo fotografo subacqueo bulgaro, di cui ha seguito le orme fin da piccolo, fino a diventare attualmente il fotosub più conosciuto della sua nazione.

La mattina trascorre da turista in giro per Varna, la seconda città per importanza in Bulgaria, fin quando raggiungiamo lo StudioProtey.com, il laboratorio fotografico della coppia, dove andiamo a recuperare le attrezzature prima di spostarci con l’auto a Tyulenovo, la zona più a nord della regione, distante oltre un’ora di auto, quasi al confine con la Romania. Questo è il famoso luogo dove Plamena aveva scattato  la sua foto con una modella che fuoriusciva magicamente da un tappeto di alghe. Prima pranziamo in un ristorante vicino alla baia, poi mi portano ad ammirare il magnifico arco naturale che si tuffa in mare e le tante grotte marine che si aprono lungo la costa, per poi di tuffarci in apnea per qualche foto.

Baia di Tyulenovo

Tyulenovo – Il luogo è particolarmente interessante da visitare per la presenza di numerose grotte aperte al mare, ma la costa è di difficile accesso. Fino alla Grotta della Foca (tyulen), dove sono stati trovati i resti dell’ultimo esemplare della foca monaca, si può giungere solo via mare e solo con mare calmo. Con mare grosso l’accesso è impossibile. La grotta è sott’acqua, ad un livello, con biforcazioni, ed essendo lunga 107 metri è la più lunga sulla costa bulgara del Mar Nero. A Tyulenovo inoltre vi sono molti estimatori dell’arrampicata su roccia, oltre alle immersioni subacquee e la pesca. E’ altamente consigliato vedere i “Monasteri rocciosi” presso Tyulenovo, peccato per non aver avuto il tempo di visitarli.

La costa di Tyulenovo con l’arco naturale

Ho montato il Tokina 10-17 con il minidome ed i due flash Sea&Sea ed inizio a scendere in acqua tra i ciottoli pieni di alghe. Il mare è agitato dal vento e le condizioni della visibilità non sono ottimali. Nemmeno il tempo di infilare la testa sott’acqua che vengo aggredito da un piccolo serpente, probabilmente una biscia, che si avvicina minacciosamente al mio oblò. Inizio a scattare a caso fin quando mi arriva vicinissimo e sono costretto a spostarmi. Un attimo dopo è lontano dalla mia vista. Che peccato, una incredibile situazione mi si è prospettata ma non sono riuscito a catturarla a dovere; mi raccontano che l’incontro non è raro.

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Serpente che mangia un pesce. Foto Todor Dimitrov

Proseguiamo e andiamo in giro tra le onde e gli scogli, non le condizioni ideali per delle foto in apnea, ma utili solo per prendere idea della flora e fauna del Mar Nero, simile ma più povera di specie e colori rispetto al Mar Mediterraneo dove la salinità dell’acqua è molto più elevata. Sono presenti bavose, gobidi, labridi, gamberi e tanti granchi, vista l’abbondanza di alghe, ma incontriamo anche alcune piccole meduse Aurelia aurita e le grandi Rhyzostoma pulmo trasportate a riva dalla corrente. Terminiamo la nostra sessione e mentre rientriamo a Varna approfitto per un riposino. Il tempo di passare allo studio fotografico a prendere altre attrezzature e siamo di nuovo in moto per andare presso la piscina comunale per uno shooting di prova che Plamena deve effettuare prima di andare ad Eilat per il World Shoot Out 2014. Raggiungiamo l’enorme complesso sportivo dove ci sono ben tre piscine olimpioniche, la piattaforma per i tuffi e tutto l’occorrente per la pallanuoto. Trasportiamo con l’ascensore a bordo vasca tutto il materiale ed osservo i preparativi della modella che viene vestita progressivamente di luce da Plamena. Infatti le ha fatto confezionare un vestito da medusa ornato da luci a led e dovrà fotografarla in acqua con l’aiuto di suo marito Julian che è dedito a sostenere tre potenti lampade colorate. Osservo le operazioni prima all’asciutto, poi li raggiungo in acqua per guardare da vicino e per aiutarli a mantenere i vestito nella giusta posizione. Una situazione veramente interessante ed un’esperienza che mi mancava!

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Cosmic-jellyfish. Foto Plamena Mileva scattata a Eilat durante il World Shoot Out 2014

 

Dopo una mattinata di relax, nel pomeriggio è ora di muoversi alla volta di Burgas, una cittadina meridionale che si trova a circa tre ore di auto da Varna, dove si svolgerà il workshop. Preleviamo la sorella di Julian, Galenka e suo figlio Cristian, (venuti da Perugia dove vivono, per le vacanze estive in Bulgaria) ed iniziamo il trasferimento  presso l’Hotel Lalov Egrek, dotato di una piscina profonda ed annesso diving center (dove svolgeremo alcune sessioni in caso di condizioni meteo avverse). Prima di raggiungere l’hotel, ci fermiamo lungo il cammino a salutare Stojan, lo sponsor della manifestazione, presso il più grande dei suoi tre negozi di attrezzature subacquee presenti in terra bulgara. La serata si conclude con una simpatica cena innaffiata con tantissima birra Kamenitza.

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Hotel Lalov Egrek di Burgas

Comincio ad abituarmi alla colazione bulgara, alle 9:00 sono pronto in aula per attendere i miei allievi per il workshop. Iniziamo finalmente a visionare le immagini realizzate dai partecipanti, con mia grande sorpresa, le immagini grandangolari sono particolarmente interessanti e ben realizzate, c’è invece tanto da lavorare sulla macrofotografia, che è assolutamente trascurata qui in Bulgaria.

Ecco una Galleria di foto fashion di Todor Dimitrov:

La mattinata trascorre veloce con mille domande sulle attrezzature, sulle tecniche di illuminazione, per risolvere i problemi che vengono fuori in Mar Nero con l’acqua verde e con tanta sospensione. Dopo pranzo ci spostiamo in auto per raggiungere il punto d’immersione scelto, protetto dalle onde sospinte dal vento. Il luogo è chiamato Scoglio del Coccodrillo, per la forma simile ad un enorme rettile che riposa in acqua mostrando solo il dorso.

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Scoglio del Coccodrillo di Burgas

Ci tuffiamo in acqua bassa, tra le alghe brune e verdi onnipresenti nel luogo. Ho montato il Tokina 10-17 per fare qualche foto alle tante meduse che si incontrano in questo periodo in Mar Nero, inoltre voglio fotografare i miei allievi alla prese con le prove d’illuminazione. Ci muoviamo nell’acqua molto torbida mantenendoci protetti dalle onde dalla roccia affiorante, terminiamo l’immersione dopo 60′ di grande divertimento. Rientriamo in hotel e poi torniamo di nuovo a cena a consumare tanta tanta birra.

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Marco Gargiulo in acqua bassa. Foto Todor Dimitrov

 

Medusa polmone. Foto Dimitar Golodov

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Medusa Aurelia aurita. Foto Dimitar Golodov

Riprendiamo puntuali il workshop alle 9:00 e dopo la mattinata trascorsa concludere la sessione teorica e a visionare qualche foto scattata, ci prepariamo di nuovo per andare in mare. Il meteo è ancora ventoso ed il mare agitato. Siamo costretti ancora una volta a ripiegare in un posto protetto dalle rocce, gli Scogli Dardanelli a Varvara, senza dubbio uno dei luoghi più belli della costa del Mar Nero. I subacquei qui si possono aspettare di intravedere anche le specie più rare di rombo. Le immersioni qui si effettuano dalla costa e ci sono grotte sottomarine e fiordi.

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Rombo. Foto Dimitar Golodov

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Scogli Dardanelli a Varvara

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Scogli Dardanelli. Foto Dimitar Todorov

La discesa in spiaggia è leggermente difficoltosa lungo il pendio sterrato; lascia anche immaginare lo sforzo che dovremo fare per risalire di nuovo sulla collinetta dove abbiamo lasciato le auto. Il mare è calmo all’interno dell’area delimitata dagli scogli, mentre fuori c’è tanta onda. Ci tuffiamo in acqua bassissima tra le alghe onnipresenti sul fondo ciottoloso, raggiungiamo le rocce e usciamo all’esterno attraverso un passaggio tra i massi affioranti. Il luogo è ricco di labridi ed è ideale per la presenza dei singnatidi, chissà se ce ne sono da queste parti! L’acqua è abbastanza limpida, nonostante il moto ondoso e le tante alghe sospese in acqua. Subito si materializza davanti ai miei occhi un pesce ago che si muove sopra una distesa di alghe brune, mi catapulto verso di lui ed inizio a scattare, fin quando  lo perdo tra le alghe.

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Pesce ago. Foto Marco Gargiulo

Proseguo scattando agli onnipresenti granchi, labridi e gamberi, mentre i gobidi non si lasciano facilmente fotografare. Quando ormai è quasi terminata l’immersione, con le onde che mi costringono ad aggrapparmi con le gambe agli scogli per restare fermo per fotografare alcune piccole attinie, una macchia gialla cattura la mia attenzione … un cavalluccio marino è adagiato su un sasso. Incredibile, il Mar Nero è in grado di regalare grandi sorprese … chissà quante altre scoperte si possono fare in questo poco conosciuto specchio d’acqua!

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Granchio corridore. Foto Marco Gargiulo

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Granchio. Foto Dimitar Golodov

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Tordo grigio. Foto Marco Gargiulo

 

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Ghiozzo. Foro Marco Gargiulo

 

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Attinia, particolare della bocca. Foto Marco Gargiulo

 

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Cavalluccio marino giallo. Foto Marco Gargiulo

Rientrando a terra, una bellissima bavosa sfinge fa capolino da un piccolo buco a pelo d’acqua. Sarei rimasto un’altra ora lì a fotografarla ma i miei amici sono già tutti fuori dell’acqua. Non resta che risalire con tutte le attrezzature lungo il pendio. Terminata la vestizione i miei amici mi accompagnano a fare qualche acquisto di souvenir e poi mi portano a vedere il confine sud a Tsarevo, dove la costa turca è separata da un piccolo fiume da quella bulgara. Lo spettacolo è magnifico, posso dire di aver visitato il paese per intero da nord a sud!

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Bavosa sfinge. Foto Marco Gargiulo

 

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Spiaggia del Cuore nei pressi di Tsarevo

 

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Il confine Sud del Mar Nero bulgaro. A destra inizia la costa turca.

Il workshop volge al termine, così come la mia vacanza bulgara. Terminiamo il programma parlando di tecniche innovative fin quando non giunge l’ora di immergerci nella piscina dell’hotel per far qualche test ed una foto ricordo. Terminiamo nel tardo pomeriggio e solo alle 17:00 ci sediamo a tavola in un ristorante con terrazza sul mare, per gustare qualche piatto tipico. In serata trasferimento in auto a Varna e, nel cuore della notte, Julian mi accompagna a prendere l’aereo che parte per Sofia alle ore 5:30 .

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Marco Gargiulo nella piscina dell’Hotel. Foto Todor Dimitrov

 

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Fotografi in azione nella piscina con parete a vetro. Foto Marco Gargiulo

 

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Fotografi in azione in piscina. Foto Todor Dimitrov

 

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I miei amici fotosub bulgari: Julian Nedev, Dimitar Golodov, Plamena Mileva, Marco Gargiulo, Mr. Stojan, Todor Dimitrov, Mr. Nicolay

Ringrazio affettuosamente Plamena, Julian e tutti gli amici bulgari conosciuti in questo viaggio;  mi hanno coccolato e ospitato facendomi sentire un vecchio amico, ma soprattutto mi hanno gratificato della loro assoluta attenzione durante le mie spiegazioni, vogliosi di apprendere tutti i segreti della fotografia subacquea  italiana.  Senza di loro questo mio o soggiorno non sarebbe stato possibile. Lascio il paese con una vena di nostalgia, con la speranza di tornare un giorno a scoprire il segreti del Black Sea!

 

Qualche info supplementare, fornitami dai miei amici bulgari, di altri luoghi interessanti che non ho avuto modo di visitare, a causa della breve permanenza:

I centri d’immersione sono presenti in tutte le principali città e località ed i prezzi per una escursione sono di circa 100 leva (50 euro), attrezzatura inclusa. La maggior parte delle immersioni si effettuano dalla barca e destano grande interesse per i subacquei i numerosi relitti. Quasi tutti i centri rilasciano certificati di formazione secondo il sistema PADI.

• Lozenets – Qui frequentemente si incontrano sparidi. A sud verso Coral ci sono le condizioni ideali per la pesca subacquea e non sono esclusi incontri con i pelengas (tipo di cefalo). Ricca di pesci è tutta l’area intorno al paese. Capo Amberlits a Losenets è in una zona facilmente raggiungibile con una profondità di 18 metri. In primavera si possono vedere rombi, orate, palombi. Un luogo perfetto per la fotografia subacquea.

 Rezovo – fino a poco fa era zona di frontiera e vietata, qui ancora oggi è possibile incontrare una pattuglia militare,  ma la ricchezza di pesci è così grande che vale la pena rischiare. Nella regione vi sono anche due relitti.

• Nessebar – adatto alla pesca subacquea in aree limitate nella parte orientale. Le acque che circondano la parte nuova della città non sono raccomandate a causa dell’acqua torbida.

• Sozopol – una delle culle della pesca subacquea bulgara. Da questo punto in poi in direzione sud, il mare cambia e diventa più chiaro, più profondo e più ricco. L’area migliore è a sud di Harmanite nella baia del Paradiso, Cefalonia, Diuni, per finire nella vera darsena paradiso Alepu. Dal porto di Sozopol si può noleggiare una barca e delle attrezzature e andare in profondità in esplorazione nelle acque intorno all’isola di San Giovanni o all’isola Smiskia. Altri luoghi di interesse per le immersioni nella zona sono anche la foresta di pietra sottomarina, un gruppo di alberi fossilizzati datati 70 milioni di anni e Kolokita, crepe formatisi nella bellissima costa. Le esplorazioni sottomarine nella regione del porto di Sozopol ci rivelano resti di abitazioni, vasellame in ceramica, pietra e armi ricavate dalle ossa dell’età del bronzo, numerose ancore in pietra e molti reperti risalenti al 2° e 1° millennio AC.

• Primorsko – Dalla foce del fiume Ropotamo fino a Primorsko si estende su una superficie 110 mila ettari, la riserva naturale di Ropotamo. Questa zona, difficilmente accessibile via terra, presenta foreste di querce ricche di cervi, cinghiali e sciacalli. Le escursioni in barca e le immersioni in questi luoghi rappresentano un’esperienza unica per tutti i subacquei. Sulla foce del fiume vi è l’antico porto dove si possono vedere molti frammenti di vasellame d’epoca così come le antiche strutture portuali. Nella baia di Parashkeva vicino a Primorsko in passato ha vissuto il famoso pirata Valchan Voyvoda laddove tuttora si trovano i resti delle le sue navi bruciate. La punta Maslen è caratterizzata da scogliere alte fino a 50 metri sopra la superficie del mare e 30 metri profonde. Ci sono meravigliosi fiordi e grotte, dove fino a poco tempo viveva la foca monaca che è in via di estinzione. Durante le escursioni in barca spesso si possono vedere delfini. Nella zona si possono osservare relitti, branchi di pesci migranti, e vi sono aree per immersioni notturne.

• Ahtopol – La regione del faro è piena di fiordi, cascate e archi sottomarini. Accesso marino attraente e favorevole. La punta nord del camping Arapya presenta un interessante paesaggio sottomarino, ricco di granchi e pesci, con acqua pulita ed una buona visibilità. La profondità è di 30 metri.

• Taukliman – Il complesso Rusalka, situato nella riserva naturale “Taukliman”, è forse il posto più pittoresco lungo la costa settentrionale bulgara del Mar Nero per le numerose piccole insenature, grotte e scogli sparsi. A parte le immersioni per vedere i relitti e le grotte sottomarine, qui vi potete dedicare allo sci nautico, all’equitazione, al surf, alla pesca, al canottaggio e alla vela o guidare un jet ski. A sud-ovest di Taukliman vi è il lago salato di Tuzlata. Il fondo è coperto da fanghi di idrogeno solforato che è molto utile per la salute. Qui riposano durante le migrazioni migliaia di oche migratrici, pivieri e altre specie.

• Capo Kaliakra – qui l’accesso all’acqua è difficile e spesso è torbida. Tuttavia, il capo è nel percorso degli uccelli migratori. A nord, fino a località Bolata, è possibile incontrare branzini, mentre a sud del capo, durante i venti settentrionali e da nord-est sono possibili passaggi di branchi di pesci di grandi dimensioni. Capo Kaliakra è dichiarata riserva naturale e archeologica. Qui fa il nido il cormorano di Aristotele e si possono vedere i delfini. La riva è costellata di ripide scogliere che scendono da 70 metri fino al mare. Il frangere delle onde ha inciso ai piedi delle scogliere grotte, nicchie, anfratti ed archi che possono essere raggiunti solo via mare. A nord di Kaliakra, il mare, grazie all’erosione e ad alcune sorgenti, dà origine a un altro capolavoro naturale. Una piccola laguna brulicante di piccoli uccelli, proprio perché da Bolata è sul percorso di una delle più importanti “autostrade” migratorie degli uccelli, la “Via Pontica”.

• Albena – Luogo non molto adatto per le immersioni. L’acqua è torbida lungo la costa, dal villaggio l’Albena Diving Center organizza immersioni a Tyulenovo e Kamen Beach.

• Resort “St. Konstantin e Elena” – L’area è intensamente “sfruttata” dai pescasub di Varna. Ricca di cefali dorati, triglie e talvolta di pesce serra.

• Capo Galata – la zona che va dal capo Galata fino al capo Ilandjik include molte zone marine ideali per le immersioni subacquee. Il rombo qui soggiorna a lungo, fino alla fine di maggio.

• Capo Nero – le rocce a nord di Capo Nero hanno la fama di essere ricche di branzini. Vicino alla Scogliere Bianche a sud, dove si trova Capo Bianco, a 300 metri dalla costa vi è una larga barriera molto sfruttata per la pesca subacquea.

• Capo Kochan – piccole rocce, ma con abbastanza pesce. È caratterizzato da una visibilità molto buona.

 

• Relitti del Mar Nero

Nella regione di Sozopol, di fronte a Capo Kolokita, ad una profondità di circa 35-39 metri, si trova la nave “Rodina”, ben conservata e tuttora ancorata. Si può accedere liberamente nei locali della nave che ora sono vuoti. La nave da carico francese è affondata durante una fitta nebbia il 15 febbraio del 1929 presso l’insenatura Kurakya non lontano da Capo Maslen dopo aver urtato contro dei piccoli iceberg.

Nel 1942 una nave da carico turca è stata spedita sui fondali dal sottomarino sovietico Z-205, nei pressi di Tsarevo. Oggi la nave si trova a 50 metri dalla riva ad una profondità di 10-16 metri. Si distinguono bene tutti i resti compreso la parte visibile del siluro che l’ha affondata. La lunghezza della nave è di circa 50 metri e si trova con la prua verso il basso.

Il 23 febbraio 1931, nella rotta di allora Trieste-Odessa, dopo un errore di navigazione, la nave a vapore “Campidoglio” si incagliò sugli scogli di Capo Akin vicino al paese di Chernomorets. Per tutto il 1931 si tentò di salvare la nave e il carico, finché i forti temporali all’inizio di dicembre l’hanno distrutta per sempre.

All’inizio del febbraio 1942, il sottomarino russo Z-210 era alla ricerca dell’equipaggio di un aereo sovietico tipo “Douglas”, affondato vicino Karaborun. Nel marzo del 1942 ha portato a termine la missione sotto il comando del capitano di terzo rango Isaia Zelbst nella regione di capo Shabla. L’ultimo contatto con la base è stato effettuato il 12 marzo 1942 alle 19,12 pm. Muore l’intero equipaggio di 47 persone. È stato scoperto sul fondo del mare nell’estate del 1983.

Sui fondali del Mar Nero bulgaro si trovano decine e decine di relitti.

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