Il God’s Pocket in British Columbia (l’Indonesia delle acque fredde)

foto e testo di David Salvatori

Questo racconto di viaggio parla del Pacifico canadese, ma non parte in Canada. Inizia invece con un incontro particolare e fortunato, di quelli che ti stimolano a prendere una decisione o rimuovono i dubbi che frenano una scelta. L’incontro più importante della mia ancor breve vita subacquea è stato quello, del tutto casuale, con un grande fotografo (canadese) di National Geographic, il carismatico Paul Nicklen.

Paul è rinomato per le foto scattate nelle zone più fredde del Pianeta, prima di tutte l’Antartide. Tutti gli amanti della fotografia naturalistica hanno negli occhi i suoi magici scatti con l’orso polare, la foca leopardo o con i pinguini imperatore che schizzano fuori dall’acqua. Paul quindi è un fotografo estremo, ben abituato al gelo ed a condizioni proibitive. Ma pochi sanno che non disdegna i luoghi caldi, dove ama rilassarsi durante le sue brevi pause tra una missione e l’altra.

Febbraio 2015, decidiamo con Cristina di andare in crociera a Socorro. La settimana prima però vogliamo tornare in un posto magico dove eravamo già stati l’anno precedente: Cabo Pulmo, all’estremo sud della Baha California. Cabo Pulmo è una destinazione remota, un posto lontano dalle classiche ed affollate mete turistiche messicane (come per esempio la non lontanissima La Paz) ma la cui notorietà sta crescendo sempre più grazie al parco marino, che ha creato dall’anno della sua istituzione (1995) enormi benefici al sistema ecomarino, con picchi di incremento della biomassa totale fino al 400% nel decennio 2000-2010.

Febbraio è un mese molto tranquillo a Cabo Pulmo, decido di tornare perché voglio rilassarmi nella tranquillità del villaggio, molto spartano ed hippie, e voglio avere tutto per me il supporto del diving che mi ospita. Quando arrivo, il personale del diving mi avverte che sulla “mia” barca l’indomani avremo degli ospiti, una coppia di fotografi. Abbastanza contrariato, e volendo che gli accordi presi per email siano rispettati, ribadisco la volontà di non voler nessuno in barca e chiedo spiegazioni.

Io e Paul Nicklen…senza troppi convenevoli!

Quando mi dicono i nomi della coppia di persone che si sarebbero immerse con noi per poco svengo: Paul Nicklen appunto, e la sua splendida compagna Cristina Mittermeier, anch’essa pluripremiata fotografa. Fare un’immersione con Nicklen è stato come per un appassionato di calcio fare una partitella con Maradona. Impagabile, unico ed irripetibile. Quella sera durante la cena ci conosciamo meglio, dopo molte birre prendo coraggio e parlo a Paul un pò di me, della mia passione per le acque fredde. Gli dico anche che penso da tempo di visitare il Canada, e siccome non ho la minima idea di dove andare gli chiedo qualche consiglio.

A questa mia richiesta, Paul si apre in un sorriso solare, e senza esitare un secondo mi dice: “vai al God’s Pocket!”

Mi spiega poi che il God’s Pocket è un resort all’estremo nord dell’isola di Vancouver, in British Columbia. Un luogo remoto e selvaggio dove lui ha passato molti anni della sua giovinezza e che ancora oggi, malgrado abbia viaggiato e visto molti dei mari di questo pianeta, esercita su di lui un fascino incredibile.

“Se vuoi vedere e capire quanto sia ricco ed affascinante il Pacifico canadese”, mi dice Paul, ”non puoi non andare al God’s Pocket, rimarrai sconvolto dalla biodiversità, dall’unicità e dalla bellezza del posto!”

Partendo dal fatto che qualsiasi cosa Paul mi avesse detto gli avrei creduto senza alcun dubbio, al mio rientro in Italia comincio a documentarmi sulla Columbia Britannica ed il God’s Pocket, e scopro di aver a che fare con una delle migliori destinazioni al mondo per le immersioni in acqua fredda, come la definì addirittura il mitico Jacques Cousteau. Rompo gli indugi, e prenoto per il successivo Ottobre.

La British Columbia, provincia più occidentale della federazione canadese, è molto affascinante in Settembre-Ottobre, in quanto il clima ancor mite lascia apprezzare bene gli scenari di natura mozzafiato che iniziano a colorarsi delle tinte calde dell’autunno ed a nascondersi nella bruma creata dal contrasto fra il caldo della stagione in corso ed i primi freddi in arrivo dal vicino Polo Nord.

riflessi su un lago nell’area di Campbell River

 

cascate fiume Elk viste dal ponte sospeso

foresta di conifere nell’area di Campbell River

 

 

 

 

 

 

 

la nostra accoglienza al God’s Pocket: sole, kelp e bruma misteriosa

Il Resort del God’s Pocket è l’unica costruzione della meravigliosa isola di Hurst, nascosta nell’incantevole cala del Christie Passage, 12 miglia a nord di Port Hardy. Un ambiente estremamente tranquillo in cui ci si può rilassare e sentirsi lontano dal mondo moderno ed antropizzato.

vista aerea dell’isola di Hurst e della cala del Christie Passage con il resort del God’s Pocket (dal sito www.godspocket.com)

Il God’s Pocket fa parte dell’omonimo parco marino provinciale, che include lungo lo stretto della Regina Carlotta un gruppo di isole principali (Hurst, Bell, Boyle, Crane) più un numeroso gruppo di isolotti più piccoli, popolati solo da numerose colonie di leoni marini e varie specie di uccelli tra cui l’aquila calva (Haliaeetus leucocephalus) simbolo degli Stati Uniti d’America. Le condizioni meteo-marine qui possono essere difficili e cambiare molto rapidamente, con improvvise bufere specialmente nel periodo invernale.

Il God’s Pocket resort

colonia di leoni marini a Berry’s island

La struttura è gestita a conduzione familiare da una splendida coppia, Annie Ceschi e Bill Weeks. L’attività turistica in quest’area è iniziata nei primi anni ’80, e fino al 1998, anno in cui Annie e Bill hanno rilevato il resort, era fatta principalmente di pesca sportiva. Quando Bill e Annie hanno iniziato, hanno immediatamente rimosso la pesca sostituendola con il diving ed il kayaking. Ancora oggi, Annie e Bill operano in maniera appassionata, condividendo con entusiasmo sempre nuovo le meraviglie di questo angolo di mondo. Annie e Bill conoscono oramai quest’area come il palmo delle loro mani!

Il resort è costituito da rustiche cabine in legno appollaiate sulle rive di una baia protetta che i pescatori già nei primi anni del 1900 utilizzavano come riparo naturale delle loro imbarcazioni cariche di pesce dopo la difficile traversata delle acque scure e tempestose dello stretto della Regina Carlotta. Una volta arrivati nelle acque calme di questa baia, il pericolo di essere colti da una tempesta improvvisa era scongiurato, quindi si era ormai al sicuro, come se si fosse nella “tasca di Dio”.

 

Il God’s Pocket resort

Ancora ora, la baia fornisce ai subacquei una funzione simile, un punto tranquillo e strategico da cui raggiungere tutti i migliori siti di immersione dell’area, tra cui il leggendario Browning Wall.

 

la cala del Christie Passage al tramonto

 

vista della baia da una delle stanze del resort

Tutte le immersioni nell’area marina che circonda il God’s Pocket devono essere coordinate necessariamente con le maree. Entrare in acqua nel momento di bassa marea qui è cruciale, considerando che in queste aree non sono rari cambiamenti di marea fino a 5 metri.

Coordinando opportunamente le uscite e rispettando i tempi massimi di immersione (di solito intorno ai 50 minuti), si riesce a rispettare un programma di tre immersioni al giorno. Alcuni giorni si fanno due immersioni di mattina e un’immersione del pomeriggio, mentre in altri giorni le carte di marea impongono necessariamente un’immersione di mattina e due nel pomeriggio. Ogni sera poi, si ha sempre la possibilità di una immersione notturna nella calma baia del resort.

 

 

 

Di solito si effettua la prima immersione, il classico “check-dive”, ad Husser Point. Quando ci si immerge in acque fredde il check-dive è particolarmente importante per prendere confidenza con tutta l’attrezzatura, in particolare è importante controllare la tenuta della muta stagna ed anche la pesata, che dovrà compensare un sottomuta di solito più spesso di quelli usati in Mediterraneo. Qui la temperatura dell’acqua si aggira intorno agli 8 gradi, per cui un sottomuta di 400 gr è altamente consigliato.

Altro consigli per il nostro equipaggiamento subacqueo sono: cappuccio di neoprene spesso (10 mm), guanti o muffole in neoprene spessi almeno 5mm (i guanti stagni non sono strettamente necessari), opzionalmente un sistema di riscaldamento (corpetto) sottomuta. Per chi ha una muta stagna con polsini o collo in lattice, il mio spassionato consiglio è di cambiarli prima di partire, una rottura in un posto remoto come il God’s Pocket non è facilmente rimediabile!

Torniamo al nostro check-dive: Husser Point è una splendida immersione, un fondo con una inclinazione molto dolce, facilissimo, e poi una bella parete. Si è subito presi dalla magia del Pacifico canadese, il posto è letteralmente invaso da attinie piumose (Metridium senile e le più grandi Metridium giganteum) e meravigliosi nudibranchi della specie Melibe leonina.

nudibranco Melibe leonina

Il kelp, il sole e l’acqua verde bottiglia contribuiscono a rendere subito il senso ed il fascino incredibile di questi ambienti subacquei.

un classico scorcio subacqueo del God’s Pocket con le attinie piumose

 

 

ramo di kelp completamente ricoperto di Melibe leonina (foto Cristina)

il kelp, sempre presente nelle immersioni al God’s Pocket

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

dettaglio della sacca (pneumacisto) che tiene a galla il ramo di kelp

Già ad Husser Point sarà possible incontrare il magnifico e mitologico polpo gigante del Pacifico (Enteroctopus dofleini), cosa che regolarmente mi è accaduta quando avevo montato la lente macro 105mm!

 

dettaglio di Enteroctopus dofleini in eta’ adulta

Enteroctopus dofleini in stadio giovanile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A tal proposito, tutte le immersioni al God’s Pocket offrono sempre illimitate opportunità sia per la foto ambiente che la foto macro. Effettuare una scelta a priori è impossibile perchè i molteplici incontri subacquei ci lasceranno sempre un senso di occasione persa, per cui consiglio vivamente di entrare in acqua con la nostra reflex dotata di lente grandangolare e portare con sè una compatta macro con cui cogliere l’occasione per immortalare la miriade di creature che popolano i fondali e le pareti di questo mare ricchissimo!

Uno dei siti più rinomati della zona è il Browning Wall. Questo sito è spesso indicato come uno dei migliori siti di immersione nel mondo. Ogni centimetro quadrato di questa parete verticale è coperto di vita e di tutti i colori dell’arcobaleno! Anemoni, stelle marine, crostacei, nudibranchi, polpi, ovunque c’è un affollamento di vita incredibile!

scorci del Browning Wall: coralli molli rossi, attinie piumose e spugne gialle Cliona celata

scorci del Browning Wall: splendida composizione di anemoni Epiactis prolifera e Epiactis lisbethae con stella marina Solaster stimpsoni

 

scorci del Browning Wall

 

scorcio del Browning Wall

un granchio reale della specie Lopholithodes mandtii posa su delle attinie piumose

 

 

 

 

 

 

 

 

coppia di Tochuina tetraquetra sullo sfondo del coloratissimo Browning Wall

 

attinie piumose Metridium giganteum, stelle giganti specie Dermasterias imbricate, acqua verde smeraldo

 

un enorme granchio bottalista (Chionoecetes bairdi) tenta di pinzare il mio minidome

 

Un Red Irish Lord (Hemilepidotus hemilepidotus) su una parete colorata e ricca di vita

Lingcod (Ophiodon elongatus)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In superficie poi, c’è sempre abbondanza di meduse e ctenofori che fluttuano placidi nel kelp.

meduse alla superficie sullo sfondo di una foresta di kelp

 

ctenoforo alla superficie (Leucothea pulchra)

una medusa quadrifoglio (Aurelia aurita) sullo sfondo di un controluce verde smeraldo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un altro sito rappresentativo del God’s Pocket è Seven Tree, un’altra parete, prima parte dell’immersione molto simile a Browning Wall quindi un tripudio di colori, poi una seconda parte quasi lunare in cui la parete è completamente ricoperta di attinie piumose e poi tante pennatule arancioni. Uno spettacolo da andar fuori di testa!

 

attinie piumose a Seven Tree

 

Cristina posa con le attinie piumose

 

una splendida pennatula arancione Ptilosarcus gurneyi

 

uno scorcio colorato con stelle ed anemoni in superficie

una stella gorgonia (Astroboa nuda)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ricci, anemoni ed attiniedas

un nudibranco Tochuina tetraquetra

 

 

 

 

 

 

 

E se non fosse abbastanza, in quasi ogni sito d’immersione i subacquei, risalendo in superficie, attraggono con le bolle durante la sosta di sicurezza numerosi esemplari di leoni marini, che qui vivono in colonie numerose su tutti gli isolotti circostanti. Non ci potrebbe essere conclusione di immersione più eccitante e divertente!

 

leoni marini in superficie

 

un leone marino volteggia veloce alla superficie

un leone marino si avvicina curioso al mio obiettivo

 

 

 

 

 

 

 

Anche fuori dall’acqua, durante gli spostamenti con la barca per raggiungere i siti d’immersione, bisogna sempre aguzzare la vista, perché gli incontri eccezionali sono frequenti: si possono avvistare balene (balene grigie e megattere), orche, delfini ed uccelli di varie specie (l’aquila calva, l’alca crestata, il cormorano, la beccaccia di mare nera, l’uccello della tempesta ed altri).

 

miriade di gabbiani Larus thayeri cacciano tuffandosi in una palla di aringhe Larus argentatus

balenottera minore (rostrata) (Balaenoptera acutorostrata)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

orche

 

A proposito di animali, quando si pensa ad una creatura sottomarina che rappresenti in maniera iconica le acque fredde canadesi, si pensa subito al pesce (o l’anguilla) lupo (Anarrhichthys ocellatus). Questo pesce perciforme della famiglia degli Anaricadidi vive in tutta l’area marina del God’s Pocket, ma si concentra particolarmente in alcuni siti come Hunt Rock.

Hunt Rock è uno dei siti più esposti alle maree ed alle condizioni meteo avverse, che qui possono colpire senza preavviso ed in maniera violenta, questa è la ragione per cui Bill e Annie aspettano le condizioni meteo e la marea giusta per immergersi in questo sito.

 

gruppo di pesci Chinarock (Sebastes nebulosus) ad Hunt Rock

Cristina gioca con un Red Irish Lord

 

 

 

 

 

 

 

 

un magnifico Red Irish Lord sullo sfondo del kelp e di un controluce verde smeraldo

Bill ci spiega che qui ci si deve immergere lungo l’ancora, o seguendo le linee rettilinee disegnate dal kelp, per raggiungere la cima del pianoro a circa 21 mt. Da qui si parte alla ricerca delle tane dei pesci lupo, che sono numerose e non difficili da trovare. Questo animale è incredibilmente docile e curioso, le sue fattezze non sono particolarmente belle ma chi ama la biodiversità come me non potrà che esserne totalmente affascinato!

 

Pesce lupo (Anarrhichthys ocellatus) adulto a Hunt Rock

 

Pesce lupo giovanile

 

Pesce lupo giovanile

A proposito dei briefing di Bill: al God’s Pocket ci si immerge senza guida, quindi un buon briefing è assolutamente essenziale. Quelli di Bill sono sempre precisi e completi, e per i fotografi subacquei avere così tanta libertà è una manna dal cielo!

Tutti i siti di immersioni sono abbastanza semplici e poco profondi, l’unico elemento di attenzione da considerare sempre è la corrente di marea, ma rispettando l’orario e la durata dell’immersione questo fattore è sotto controllo.

Fanno eccezione i due siti di Barry islet e quello leggendario dell’isola di Tremble (nota anche come Turret Rock), dove le immersioni sono un pò più articolate e vanno pianificate con particolare attenzione.

L’immersione nel sito di Barry islet ci porta ad una profondità di circa 30 metri, nell’oscurità ambientale totale. Si inizia a scendere lungo la classica parete piena di colore, ma scendendo più in profondità ci si stacca dalla parete e dopo i primi 20 metri si scende nel buio assoluto. Quando ci si sta per chiedere il motivo per una discesa senza senso nel nulla oscuro e gelato, alla luce delle nostre torce si presenta uno spettacolo irreale, surreale, marziano: il fondo marino è completamente tappezzato per un’area vastissima di gorgonie rosa e stelle gorgone: ciò ci da l’idea di quanta sia la ricchezza che la Natura può creare se lasciata prosperare!

 

il fondale di Berry Islet

 

L’isola di Tremble invece si trova nelle rapide di Nakwakto, le acque navigabili più veloci del mondo: questo sito vanta alcune delle correnti oceaniche più veloci del mondo, la corrente è così forte che, a volte, ci si può legare con una corda alla roccia e poi fare sci d’acqua. La corrente può  arrivare fino a 16 nodi!

L’immersione qui non è semplice, perché le correnti estremamente violente ruotano intorno all’isolotto con una precisione svizzera, e la finestra di sicurezza tra gli scambi di maree dura 15-30 minuti. Quindi, servono condizioni meteo perfette!

Questo è il regno dei rari cirripedi a collo d’oca (Pollicipes polymerus), che qui crescono in grossi ammassi a profondità intorno ai 10 metri.  Questo crostaceo filtratore, che ricorda nella forma un gigantesco rossetto integrato nella madre-perla, si trova in pochi altri luoghi al mondo e vive attaccato alle superfici dure nella zona intertidale dell’oceano.  Il cirripede collo d’oca è una delle creature dall’aspetto piu’ originale che si possa trovare nella intertidale. Questo crostaceo porta diverse piastre di protezione biancastre, di cui 5 grandi piatti e numerose quelle più piccole. Il cirripede si attacca al substrato tramite uno stelo (peduncolo), che varia in lunghezza. Il corpo del cirripede può essere lungo fino a 4,5 cm, mentre il gambo può arrivare a 15 cm. La carne di questa specie è generalmente di un colore marrone scuro, ma la rara varietà Nakwakto è di un rosso brillante a causa della emoglobina nel sangue dell’animale, il cui colore rosso non è inibito dalla produzione del pigmento protettivo per il sole. Qui infatti l’acqua molto scura e ricca di nutrienti filtra quasi totalmente i raggi solari già dopo i primi metri.

 

scenario a Turret Rock: il fondale e’ completamente ricoperto di cirripedi a collo d’oca (Pollicipes polymerus)

 

cirripedi a collo d’oca (Pollicipes polymerus)

 

Cristina alle prese con le rapide di Nakwakto

 

Abbiamo accennato al tipico programma di immersioni che Bille ed Annie riservano ai loro ospiti, e che prevede 3 immersioni al giorno. Ogni giorno però c’è sempre la possibilità di fare la quarta immersione, la notturna nella baia del resort. Data la morfologia molto profonda e protetta della baia, l’immersione notturna è possible con ogni condizione meteo-marina.

La notturna nella baia del God’s Pocket è una chicca per gli amanti della macro, in quanto il fondale brulica di vita: nudibranchi, gamberi, piccoli pesci.

 

 

Ma quello che rende questa immersione veramente affascinante è la possibilità di incontrare in pochi metri d’acqua un pesce mitico, che solitamente vive nelle profondità abissali: la Chimera (Hydrolagus colliei). Questo pesce cartilagineo deriva il suo nome inglese (ratfish) dalla caratteristica coda appuntita, simile a quella di un ratto.

 

chimera (Hydrolagus colliei)

dettaglio della chimera (Hydrolagus colliei)

 

 

 

 

 

 

 

 

chimera (Hydrolagus colliei)

 

La chimera, diffuso nella parte nord-orientale dell’Oceano Pacifico, che va dall’Alaska alla Baja California, vive solitamente tra i 50 ed i 400 mt e predilige temperature non superiori ai 9 gradi, ma tende ad avvicinarsi in acque basse durante la primavera e l’autunno.

La chimera nuota lentamente sopra il fondo marino in cerca di cibo, la localizzazione del cibo è ottenuta con l’olfatto. Il loro consueto periodo di caccia è la notte, quando si spostano in acque basse per alimentarsi, e sono particolarmente attratti da cibi croccanti come i granchi e vongole. Mentre nuotano, le chimere possono eseguire rotazioni ed avvitamenti come se fossero in volo.

Il mio tempo al God’s Pocket si esaurisce in fretta, i sette giorni di diving volano rapidamente. Mi rendo conto di aver dedicato poco tempo alla macro, quindi spendo l’ultima immersione dell’ultimo giorno su una delle tantissime pareti multicolori che caratterizzano i fondali del posto. Mi soffermo per minuti e minuti su un anemone cremisi  (Cribrinopsis fernaldi), dove vive in simbiosi il magnifico gamberetto a righe bianche e rosa (candy-striped) Lebbeus grandimanus. I colori incredibili di queste creature rafforzano ancora di più in me l’idea che il Pacifico canadese possa essere raccontato attraverso le immagini dei suoi fondali come una sorta di Indonesia in versione fredda!

Riuscire a realizzare un scatto del bellissimo gamberetto non è facile, nella maggior parte del tempo rimane protetto e nascosto dai tentacoli dell’anemone. Considerando che sto in assetto su una parte verticale, senza alcuna possibilità di appoggio, l’impresa si presenta ardua. Alla fine porto a casa lo scatto, e questa è la ciliegina sulla torta!

 

gambero Lebbeus grandimanus su anemone Cribrinopsis fernaldi

 

Ma la ricchezza del God’s Pocket è immensa, le cose da vedere sono ancora tantissime. Mi accordo con Bill and Annie, tornerò al God’s Pocket con un gruppo ad Ottobre 2017! Ci siamo quasi!

 

INFORMAZIONI IMPORTANTI:

  • Tutte le immersioni sono poco profonde (20 mt in media) ma l’acqua è fredda (8 gradi) per cui il tempo di immersione è più limitato dal freddo che dalla disponibilità di aria. Avere una buona muta stagna, un buon sottomuta ed un cappuccio adeguato è fondamentale.
  • Fate revisionare la vostra attrezzatura prima di partire, l’isola del God’s Pocket è ad un’ora di barca da Port Hardy, una eventuale riparazione porterebbe via molto tempo e molti soldi.
  • God’s Pocket non permette di immergersi se non si esibisce un brevetto. Ricordate di portarli con voi! è disponibile il Nitrox, chi vuole usufruirne dovrà esibire il brevetto apposito.
  • Le condizioni meteo nell’area del God’s Pocket posso diventare estreme, fino ad impedire la traversata da/per Port Hardy per giorni e giorni. Una assicurazione di viaggio (come quella inclusa con la DAN) è estremamente consigliata.
  • Come arrivare: si vola su Vancouver. Da qui si può volare su Port Hardy con la Pacific Coastal Airlines, ma la franchigia bagaglio sui piccoli aeroplani che effettuano questa tratta è minima e per consentire l’imbarco di una tipica attrezzatura da subacqueo viene richiesto l’acquisto di un posto aggiuntivo.

la mappa dell’isola di Vancouver, con il tragitto da Nanaimo a Port Hardy

L’alternativa è affittare una macchina, prendere il traghetto per l’isola di Vancouver (si entra dal terminal di Tsawwassen a Vancouver e si arriva a quello di Duke Point a Nanaimo) e poi guidare da Nanaimo a Port Hardy lungo la splendida autostrada dell’isola. Durante le 5 ore circa di strada, non sono rari gli avvistamenti di aquile, falchi ed orsi bruni. Una volta arrivati a Port Hardy, il meeting point per l’imbarco alla volta dell’isola di Hurst è al molo “Government” in fondo a Granville Street.

 

 

 

 

mamma orso con i suoi due cuccioli, fotografati lungo il fiume Orford nella baia Bute

 

  • Dal 15 marzo 2016 gli stranieri esenti da visto, tra cui i cittadini italiani, diretti in Canada per via aerea dovranno munirsi prima dell’imbarco dell’ “electronic Travel Authorization (eTA)“ similmente a quanto avviene per l’ingresso negli Stati Uniti con l’ESTA. La richiesta dell’eTA dovrà essere effettuata online. A tale fine saranno necessari un passaporto valido, una carta di credito e un indirizzo di posta elettronica. Per ulteriori informazioni, in italiano, sull’eTA, si prega di consultare la seguente pagina Internet http://www.cic.gc.ca/english/pdf/eta/italian.pdf

 

Cristina passeggia lungo una delle immense spiagge dell’isola di Vancouver

 

 

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