Grafismi d’acqua

Testo e foto di Giuseppe Pignataro

Sono passati ormai quasi trent’anni dalla mia prima visita al fiume Chidro, e lo ricordo ancora come se fosse ieri.
Averlo scoperto è stato un caso fortuito, qualche frase lanciata per caso tra il “sentito dire…” e leggende locali.

Io con il mio caro amico e compagno di immersione Valerio eravamo di rientro da una delle tante immersioni fatte nel litorale tarantino e quel pomeriggio, avendo qualche ora di anticipo sulla nostra tabella di marcia, ci siamo detti: perchè non provare a cercarlo?

In località San Pietro in Bevagna, nascosto da fitti canneti si è rivelato un piccolo ecosistema sorgivo di spettacolare bellezza.

130922 112_7006578

A pochi metri dalle sue acque una costruzione in rovina, carcasse di motori e tubature lasciano supporre l’uso di quell’acqua per irrigare i tanti campi che la circondano. Un progetto fallito ancor prima del nascere. Da quel primo giorno il Chidro è tra i miei luoghi di immersione preferiti, sono migliaia gli scatti che nel mio archivio lo rappresentano ed ancora ve ne saranno.  All’interno di ogni scatto ve ne è un’altro celato,  una miniera inesauribile di idee e creatività.

130922 18_7006483

Il Chidro è una pozza sorgiva naturale dalla profondità massima di 11 metri che porta le sue fresche e cristalline acque a mischiarsi con le acque Ioniche dopo un impervio percorso di qualche centinaio di metri.

Sul fondo ampie zone di verdi alghe e sabbia bianca che salgono sù per le pareti che la delimitano.
In alcuni punti è possibile sentire il forte getto d’acqua che esce dalle viscere della terra.
E’ facile incontrare spigole, ampi gruppi di cefali e tra le alghe e canneti anguilliformi e piccoli gamberetti dal mimetismo estremo.

Tutt’intorno alti canneti la nascondono agli occhi dei semplici passanti.

Oggi, non solo un punto di immersione per appassionati ma un’importante oasi di passaggio per uccelli migratori.

130922 149_7006615

Quasi non riesco più a guardare le mie prime diapositive fatte in quelle acque, rappresentano un reportage del luogo, scorci e particolari atti solo a renderne l’idea e la bellezza ad occhi non acquatici.

In tutti questi anni di immersioni, in estate ed in inverno, con il sole e la pioggia, al mattino come anche al tramonto, ho imparato a guardare oltre il comune, una continua ricerca di astrattismi e giochi di colore, sono situazioni naturali temporanee, uniche ed irripetibili.

Non più una rappresentazione di un luogo e delle sue bellezze, ma una visione completamente diversa basata solo su una ricerca di composizioni invisibili all’occhio del semplice osservatore ma che si realizzano solo grazie a ricerca, creatività e tecnica fotografica.

121230 122_7002148

Le acque dolci, a differenza di alcuni mari, offrono una limpidezza e luminosità sorprendente e quindi rappresentano un luogo ideale per chi fa fotografia.

Negli ultimi anni ho passato la maggior parte del mio tempo ad osservare  quel luogo appena sotto la linea che divide il mondo aereo da quello acquatico, le sue forme di vita e la ciclicità di eventi naturali che si ripetono creando scenari sempre diversi.

Ma ciò che ha attirato la mia attenzione è il mondo vegetale, i suoi colori tra il tenue e l’esasperato, le sue geometrie che unite alla naturalità del movimento dell’acqua creano movimenti di luce irreali.

130922 43_7006508

Ho realizzato queste immagini sfruttando le proprietà della superficie dell’acqua come fosse uno specchio spaziando tra ottiche macro e grandangolari per definire gli spazi di ripresa.

La scelta dello sfondo è stata determinante per creare effetti di colori e movimento, come anche l’uso di entrambe le fonti di luce, quella naturale e artificiale.

130922 46_7006511

Oggi ho un’idea ben precisa su ciò che mi aspetto ancora da quelle splendide acque e se qualcuno mi chiedesse come definirlo in due parole gli risponderei così:

“… un mondo di cristallo dove la natura si riflette creando acquarelli dipinti dal vento.

130922 152_7006618

100110 0055 _2008275

100110 0081 _2008304

100110 0090 _2008313

 

Translate »