AMP Portofino e RETI DA PESCA

Recenti segnalazioni della presenza di reti da pesca all’interno dell’Area Marina Protetta di Portofino hanno iniziato a destare preoccupazione tra gli addetti ai lavori; Cerchiamo di capire cosa sta accadendo.

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Voglio precisare fin da subito che il mio non vuole essere un articolo contro chi lavora nel ramo della pesca professionale, o contro chi gestisce l’area marina protetta; se in tutti questi anni il parco ha prosperato e la vita sottomarina si è moltiplicata il merito è sicuramente di chi saputo gestire e regolamentare l’area e il lavoro di chi ne è coinvolto direttamente; Ovvio che come fotografo sento l’esigenza di raccontare non solo le bellezze sommerse di questo tratto di Mar Ligure , ma credo soprattutto che in alcuni casi la fotografia subacquea debba essere utilizzata anche per documentare e magari a volte denunciare ciò che avviene sotto il livello del mare.

Ho iniziato ad immergermi nell’area Marina Protetta di Portofino anni fa ed è stato subito amore a prima vista ! Il Mar Mediterraneo in tutto il suo splendore: ricco, rigoglioso e pulsante di vita come lo si poteva ammirare in un passato meno recente prima che la mano dell’uomo ne riducesse drasticamente le sue risorse; Devo ammettere di aver sempre subito il fascino sommerso del “promontorio” , ne sono stato continuamente attratto , qui ho fatto la maggior parte delle mie prime esperienze da sub e qui ancora oggi continuo ad immergermi per fotografare perché questi fondali mi regalano sempre grandi emozioni e non deludono davvero mai.

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Un Blu intenso, pareti ricoperte di corallo rosso e meravigliosi ventagli di gorgonie, spugne colorate, giardini di parazoanthos, e poi moltissimo pesce: banchi di saraghi e salpe, cernie, murene, dentici e barracuda in caccia il tutto in una grande varietà di ambienti sempre diversi; questo è quello che si può trovare immergendosi nelle acque del promontorio.

Uno dei punti più famosi e conosciuti è sicuramente la secca dell’Isuela , di sicuro il mio punto di immersione preferito e dove in un unico luogo si possono incontrare tutte le peculiarità del nostro mar mediterraneo; ricordo ancora oggi la mia prima immersione su questo sito, gorgonie, dentici, cernie, murene insomma una gioia per gli occhi !

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Ventagli di gorgonie alla Secca dell’Isuela

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Potete ben capire il mio sgomento quando nello scorso agosto 2015 l’amica Francesca Cirillo, mi invia alcune fotografie appena fatte proprio sulla secca: Reti da pesca professionale che avvolgevano completamente tutto il substrato, con le paramuricee completamente imprigionate tra le fitte maglie e i sempre presenti anthias un po’ stralunati che facevano da contorno!

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Reti sulla secca dell’Isuela – Agosto 2015 – Foto: Francesca Cirillo

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Reti sulla secca dell’Isuela – Agosto 2015 – Foto: Francesca Cirillo

La pesca professionale non è vietata all’interno dell’ AMP ma è regolamentata a riprova che se ben gestita e sfruttata in maniera intelligente questo tipo di attività può coesistere con quelle dedicate al turismo, alla tutela ed alla conservazione. Ovvio ci sono delle regole e tutti gli operatori devono rispettarle !

 

Riporto la regolamentazione dal sito dell’ AMP :

Nella zona A la pesca, sia professionale che sportiva è vietata con qualunque mezzo. E’ regolamentata nelle zone B e C . In quest’ultime è consentito l’accesso e l’ancoraggio esclusivamente alle imbarcazioni a motore aventi lunghezza inferiore a 12 metri e comunque di stazza inferiore alle 10 TSL e 15 GT, per il solo esercizio della pesca professionale.

L’attività di pesca professionale è riservata ai pescatori residenti nei comuni di Camogli, Portofino e Santa Margherita Ligure, nonché alle cooperative di pescatori costituite ai sensi della legge 13 marzo 1958, n. 250, con sede nei comuni territorialmente interessati alla data del 1° agosto 1998. I soggetti abilitati alle attività di pesca professionale ai sensi del comma 2 e delle disposizioni di legge devono comunicare annualmente al Soggetto gestore i periodi, gli attrezzi utilizzati e le modalità di pesca all’interno dell’area marina protetta. Tali comunicazioni vengono riportate su un apposito registro tenuto dal Soggetto gestore, delle cui annotazioni viene rilasciata copia ai soggetti stessi. Per quanto riguarda gli attrezzi di pesca professionale e modalità di pesca, vedi l’art. 27 del Regolamento dell’A.M.P.

Inoltre l’articolo 4 del regolamento, cita:   Nella zona B ogni attrezzo da posta fisso, posizionato a distanza inferiore a 100 metri dai siti di immersione di cui ai precedenti articoli 13 e 14, dovrà essere calato un’ora dopo il tramonto e salpato entro le ore 8.00 del mattino seguente.

 

Riassumendo quindi il regolamento, gli atrezzi fissi (le reti) dovrebbero comunque essere posati ad una distanza minima di 100mt dai siti di immersione, essere calati un’ora dopo il tramonto e salpati entro le ore 8.00 del mattino seguente, soprattutto perché oltre a devastare il fondale possono creare un grande pericolo per i subacquei !

E quella rete proprio sulla secca che ci faceva ? risposte credo ce ne siano poche e possiamo solo sperare che sia stato un errore umano, e che la cosa non si ripeta più, perché a prescindere dalle considerazioni personali sulla reale necessità di far praticare la pesca professionale all’interno di un area marina protetta, di certo possiamo affermare che sia subacquei che i pescatori devono comunque attenersi alle leggi in vigore e cercare per il bene comune di rispettarle;

 

Non passa molto tempo e giungiamo in questo mese di marzo 2016 dove arrivano altre segnalazione della presenza di reti all’interno dell’area marina protetta, e qui l’idea che non siano solo errori umani inizia a prendere forma :

la prima segnalazione arriva i primi di marzo 2016 dal punto di imersione L’altare, da Giovanni Radicella Chiaramonte :

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Reti da pesca all’Altare – Marzo 2016 Foto : Giovanni Radicella Chiaramonte

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Reti da pesca all’Altare – Marzo 2016 Foto : Giovanni Radicella Chiaramonte

 

La seconda dal punto di immersione Casa Del Sindaco :

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25 marzo 2016 Casa del sindaco – foto : Mirko Apostolo

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25 marzo 2016 Casa del sindaco – foto : Mirko Apostolo

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25 marzo 2016 Casa del sindaco – foto : Mirko Apostolo

 

Anche i gestori dei diving sono in difficoltà, e assistono inermi a quello che succede senza poter fare nulla, e vedendo sempre più a rischio la propria attività :

Questo il racconto di Elena Colombo titolare dello Style Diving di San Michele di Pagana :

“Siamo arrivati con il gommone sul punto di immersione di casa del sindaco verso le ore 13:00 e abbiamo notato fin da subito che erano presenti delle boe di segnalazione di reti da pesca e che erano posizionate molto vicino alla boa di ormeggio; Ricordo che le reti dei pescatori professionisti devono stare a non meno di 100 metri dalla boa e che devono essere calate dopo il tramonto e salpate prima delle 08:00 del mattino; La visibilità non era delle migliori, abbiamo seguito un profilo di immersione mantenendoci sui 18 metri procedendo in direzione del pianoro dove come immaginavamo era posizionata la rete, ci siamo avvicinati con cautela solo per scattare qualche foto e poi ci siamo allontanati tornando verso il gommone e non proseguendo con il giro solito. Questa non è la priva volta che accade, un anno e mezzo fà sempre in questo punto di immersione abbiamo trovato un pescatore arrampicato sul monte che pescava con un esca viva, vietata!La rete non è stata tagliata perché è illegale ma soprattutto per i pescatori è un danno come se a noi tagliassero il gommone, quello che vogliamo è il rispetto delle regole come giustamente capitaneria ed ente parco chiede a noi costantemente .”

 

Concludo questo breve articolo con qualche altra bella immagine del parco, perché credo che solo facendo conoscere le meraviglie sommerse di questo mare, possiamo cercare di smuovere la sensibilità di qualcuno, e sperare soprattutto che le brutte immagini delle reti possano arrivare a chi è preposto al controllo e riesca a far rispettare le leggi,  questa ricchezza deve essere protetta e salvaguardata per il futuro.

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